Nuova udienza questa mattina davanti alla corte d’Assise di Cagliari nel processo per il duplice omicidio di Luigi Gulisano e Marisa Dessì, i coniugi di 79 e 82 anni trovati senza vita nel dicembre 2024 nella loro abitazione di via Ghibli, nel quartiere del Sole. Sul banco degli imputati il figlio Claudio Gulisano, 44 anni, accusato di aver strangolato e soffocato i genitori per motivi economici, che oggi non era in aula.
Nel corso dell’udienza, presieduta dal giudice Giovanni Massidda con a latere Roberto Cau, il pubblico ministero Rossana Alleri ha sentito diversi testimoni ritenuti centrali per ricostruire le ore precedenti e successive al delitto.
Tra loro due amici della vittima, che hanno riferito di aver trascorso del tempo con Luigi Gulisano giocando a carte fino a poche ore prima della morte, e una conoscente dell’anziano che ha raccontato in aula delle tensioni familiari legate alle continue richieste di denaro avanzate dall’imputato.
Ascoltato anche il direttore della banca presso cui i coniugi e il figlio avevano i conti correnti. Particolarmente rilevante la deposizione di una vicina di casa che avrebbe visto Claudio Gulisano uscire dall’appartamento dei genitori nelle ore immediatamente successive al delitto. Un elemento che, secondo gli investigatori, ha contribuito a collocare con precisione il 44enne sulla scena del crimine.
Secondo la procura, Claudio Gulisano avrebbe agito per impossessarsi del patrimonio familiare e far fronte a difficoltà economiche maturate dopo il fallimento del supermercato ricevuto dal padre.
Nel corso dell’udienza, presieduta dal giudice Giovanni Massidda con a latere Roberto Cau, il pubblico ministero Rossana Alleri ha sentito diversi testimoni ritenuti centrali per ricostruire le ore precedenti e successive al delitto.
Tra loro due amici della vittima, che hanno riferito di aver trascorso del tempo con Luigi Gulisano giocando a carte fino a poche ore prima della morte, e una conoscente dell’anziano che ha raccontato in aula delle tensioni familiari legate alle continue richieste di denaro avanzate dall’imputato.
Ascoltato anche il direttore della banca presso cui i coniugi e il figlio avevano i conti correnti. Particolarmente rilevante la deposizione di una vicina di casa che avrebbe visto Claudio Gulisano uscire dall’appartamento dei genitori nelle ore immediatamente successive al delitto. Un elemento che, secondo gli investigatori, ha contribuito a collocare con precisione il 44enne sulla scena del crimine.
Secondo la procura, Claudio Gulisano avrebbe agito per impossessarsi del patrimonio familiare e far fronte a difficoltà economiche maturate dopo il fallimento del supermercato ricevuto dal padre.
Prossima udienza il 27 maggio.













