USB Sanità esprime il proprio riconoscimento per il traguardo raggiunto dall’ARNAS Brotzu con il superamento dei 600 trapianti di fegato effettuati in Sardegna.
«Si tratta di un risultato importante non solo dal punto di vista sanitario e scientifico, ma anche umano e sociale, che conferma il valore delle professionalità presenti nella sanità pubblica sarda», dichiara Gianfranco Angioni di USB Sanità. «Dietro questi numeri ci sono medici, infermieri, OSS, tecnici, personale amministrativo e tutti i lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento di un servizio altamente complesso».
«Un aspetto spesso poco conosciuto riguarda il lavoro svolto dagli specialisti impegnati anche nelle attività di prelievo degli organi fuori sede, talvolta persino fuori dalla Sardegna, con trasferte, reperibilità continue e condizioni operative particolarmente gravose», prosegue Angioni. «Dietro ogni trapianto esiste una rete di professionalità altamente qualificate che opera 24 ore su 24, garantendo tempi rapidissimi, sicurezza clinica e coordinamento logistico».
«Un ruolo fondamentale e strategico è svolto anche dall’Anatomia Patologica, che rappresenta un supporto indispensabile nell’intero percorso trapiantologico», aggiunge Angioni. «Il lavoro degli specialisti e dei tecnici di laboratorio garantisce valutazioni decisive per la sicurezza e l’efficacia dei trapianti, spesso in tempi estremamente rapidi e con elevatissimi livelli di responsabilità professionale».
«Questo traguardo assume ancora maggiore valore considerando il contesto della Sardegna», sottolinea USB Sanità. «Mantenere e sviluppare un centro trapianti efficiente in una realtà insulare significa garantire ai cittadini cure di altissimo livello senza costringerli ai cosiddetti viaggi della speranza verso la penisola».
«Tuttavia questi risultati non devono essere utilizzati per nascondere le criticità ancora presenti nel sistema sanitario regionale», conclude Gianfranco Angioni. «Le carenze di personale, i turni pesanti, il sottofinanziamento e le difficoltà organizzative continuano a gravare sui lavoratori. I grandi risultati della sanità pubblica vengono raggiunti grazie all’impegno straordinario del personale e per questo servono investimenti concreti, assunzioni stabili e una reale valorizzazione professionale di chi ogni giorno garantisce servizi essenziali ai cittadini».













