“Sono certa che gli staff internazionali delle regate, ma anche i turisti e le turiste apprezzeranno il meraviglioso paesaggio naturalistico di Cagliari che, grazie anche alla presenza della posidonia, si mostra in tutta la sua salute”.
L’America’s Cup è alle porte, le prime fermate, al momento, sono ricoperte dalla pianta marina che nasconde la candida sabbia e tra chi proprio non le vuole e chi, invece, le considera un bene, irrompe l’assessora Luisa Giua Marassi: “Le nostre spiagge e il nostro mare non sono solo immagine”.
La posidonia, insomma, non si tocca: “Prima di essere immagine sono misura di sopravvivenza. La presenza di una quantità limitata di posidonia, peraltro proprio nella parte di spiaggia più gravemente interessata dall’erosione, è una risorsa preziosa che ci consentirà di riprodurre e preservare quel tratto di arenile, diversamente destinato a scomparire. La tutela e la salvaguardia delle nostre coste e dell’ecosistema marino è per noi una priorità e l’intera comunità scientifica è dalla nostra parte, in un approccio attendista e fiducioso. D’altra parte, non si può lavorare costantemente a contrastare l’erosione e poi pensare di distruggere una delle poche possibilità che la natura ci offre, di ripristinare la spiaggia, senza apporti esterni”.













