Negli ospedali cittadini ci sono ogni giorno circa cento posti letto occupati da pazienti che potrebbero già tornare a casa, ma senza un’assistenza adeguata sul territorio restano bloccati nei reparti. Da qui la scelta di Comune, Asl, Arnas Brotzu e Aou di stringere un’alleanza sulle “dimissioni protette”, firmata oggi nella sala consiliare di Palazzo Bacaredda.
L’obiettivo è chiaro: accelerare le dimissioni dei pazienti fragili garantendo però continuità di cura una volta rientrati a casa, con un coordinamento più stretto tra servizi sociali e sanità. “Mettere al centro la persona” il messaggio lanciato dal sindaco Massimo Zedda, dall’assessora alla Salute Anna Puddu e dai vertici delle aziende sanitarie cittadine. Il protocollo punta infatti a evitare che anziani, persone non autosufficienti o pazienti soli finiscano intrappolati in ospedale per mancanza di supporto esterno.
“Le dimissioni protette non sono un atto burocratico”, ha detto Zedda, ricordando le strutture comunali già operative in via Malta, via Verdi e via Tiziano grazie ai fondi europei e al Pnrr. Il sindaco ha annunciato anche lo sblocco di 24 milioni di euro destinati alle politiche sociali.
Per l’assessora Puddu, il nuovo accordo rappresenta un tassello decisivo nella deospedalizzazione: “Rafforziamo la rete assistenziale e restituiamo servizi alla comunità”. Alla firma hanno partecipato anche Aldo Atzori per la Asl, Maurizio Marcias per l’Arnas Brotzu e Vincenzo Serra per l’Aou di Cagliari.













