L’imprenditore e discendente di una delle famiglie più illustri della Sardegna porta in Consiglio Comunale competenze tecniche e un piano decennale. «Non cerco prestigio o stipendio: voglio solo restituire qualcosa alla comunità».
Quartu Sant’Elena. Non lo chiamate dinastia, almeno non nel senso tradizionale del termine. Enrico “Eric” Capra, ingegnere meccanico e imprenditore nel settore della sicurezza e antincendio, ha deciso di candidarsi al Consiglio Comunale di Quartu Sant’Elena. E lo fa con un piglio diverso dalla politica tradizionale: senza slogan, senza promesse facili, ma con un programma personale di oltre 640 pagine intitolato “Quartu 2036”.
«Lo hanno fatto i miei avi, voglio farlo anch’io», racconta Capra, che non nasconde il peso di un cognome importante per la storia sarda. Ma precisa subito: non si tratta di celebrare una memoria privata né di cercare prestigio personale. «Non mi candido per lo stipendio – tiene a sottolineare – l’ho già detto più volte: lo devolverò, una volta decurtate le spese. Lo faccio per senso di responsabilità. È il valore più importante che ho ereditato dalla mia famiglia: chi ha ricevuto molto dalla vita ha il dovere di restituire qualcosa alla propria comunità».
Le radici dei Capra a Quartu sono profonde. Il trisnonno di Eric, Giovanni Battista Capra, fu uno dei Mille di Garibaldi. Dopo l’impresa risorgimentale si trasferì a Quartu, dove sviluppò attività agricole e realizzò la prima distilleria a vapore della zona. Un uomo che trasformò il successo in beneficio collettivo, arrivando a donare al Museo Storico di Cagliari la sciabola ricevuta da Garibaldi.
Figura ancora più leggendaria è quella del bisnonno Amsicora Capra, conosciuto come il “Leone di Sardegna”. Imprenditore visionario, fondò la prima società per azioni creata da un sardo, sviluppò i trasporti marittimi e ferroviari dell’isola, contribuì al rilancio della Birreria Ichnusa e rese il Poetto accessibile a tutti attraverso la rete tranviaria inaugurata nel 1913.
«Amsicora portò il mare alla gente – ricorda oggi Enrico Capra – Io, nel mio piccolo, vorrei contribuire a portare più sicurezza, lavoro, servizi e opportunità ai cittadini di Quartu».
Capra non ama definirsi un politico. Si sente piuttosto «una persona abituata ad affrontare problemi concreti e a cercare soluzioni pratiche». Per questo ha scelto di candidarsi nella lista civica F.A.L.D. (Federalisti Autonomisti Liberal Democratici), in cui riconosce i valori del liberal socialismo: libertà individuale, merito, solidarietà, equità sociale e responsabilità personale.
«In Consiglio Comunale non avrò padroni né amici da favorire – promette – Avrò soltanto colleghi, a prescindere dal colore politico, con cui lavorare per il bene della città».
Ciò che distingue la candidatura di Capra è la mole e la concretezza del lavoro preparatorio. Ha elaborato un programma personale composto da dodici documenti progettuali, per un totale di oltre 640 pagine.
Il primo documento individua quaranta criticità del territorio – venti in città e venti sul litorale – proponendo per ciascuna tre possibili soluzioni operative. Il secondo, “Quartu Produce”, è un piano strategico di 186 pagine dedicato allo sviluppo economico e occupazionale dei prossimi dieci anni.
Gli altri documenti affrontano temi altrettanto concreti: la riqualificazione di Is Mortorius, la riapertura del Pronto Soccorso dell’Ospedale Marino, la trasformazione della Casa Cantoniera di Flumini in presidio sanitario e ufficio comunale distaccato, la creazione di comunità energetiche per sostenere le famiglie più fragili.
«Non si tratta di slogan elettorali – avverte Capra – Sono progetti tecnici dettagliati, corredati da costi, tempi di realizzazione, indicatori di risultato e valutazione dei rischi. Nutro troppo rispetto per i cittadini per promettere ciò che non dipende esclusivamente da me».
Un curriculum al servizio della comunità. Nel corso della sua carriera, Capra ha ricoperto incarichi di prestigio in ambito associativo e imprenditoriale. In Confindustria è stato prima vicepresidente del Gruppo Giovani e delegato per il Consiglio Nazionale per la Sardegna, per poi diventare, nei senior, presidente della sezione PMI Metalmeccanica. Oggi, accanto all’attività imprenditoriale, riveste un ruolo di grande impegno sociale: è presidente dell’Associazione Sclerosi Multipla Sardegna. Un’esperienza, quella nel mondo dell’associazionismo e della rappresentanza, che intende ora mettere al servizio di Quartu.
«Non voglio amministrare dall’alto. Voglio lavorare insieme ai cittadini. Ho bisogno di persone consapevoli e partecipi, non semplicemente di elettori».
Consapevole che amministrare una città richiede ascolto, confronto e capacità di mediazione, l’ingegnere ammette: «Da imprenditore sono abituato a prendere decisioni rapide, ma sono pronto a imparare ciò che la politica richiede e a confrontarmi con chiunque abbia a cuore il bene della nostra comunità».
«Non vi offro miracoli – conclude Enrico Capra – Vi offro competenza, impegno, trasparenza, la mia storia e la mia disponibilità a lavorare ogni giorno per Quartu Sant’Elena».
La sfida, per l’erede dei Capra, è dimostrare che l’eredità più importante non è il cognome, ma l’idea che chi ha avuto molto debba restituire qualcosa. E che la politica, a volte, può ancora essere una questione di progetti, non solo di promesse.













