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La Sardegna e il triste primato dei suicidi: “Fatevi aiutare, si può uscire dai problemi”

di Federica Melis
9 Settembre 2019
in sardegna, zapertura1

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Che cosa passa nella testa di una persona che pensa al suicidio? Difficilmente si può capirlo fino in fondo se non si è caduti nel baratro. Quel che è certo è che si tratta di una sofferenza che può colpire chiunque, nessuno escluso, di fronte a sconfitte, umiliazioni, angosce estreme. Chi non trova una via d’uscita può vedere nella morte l’unico modo per porre fine al suo dolore.

E la Sardegna purtroppo conferma un triste primato che certamente non avremmo mai voluto avere. Prima in Italia nella classifica dei suicidi:  20,4 uomini e 4,5 donne su 100 mila abitanti contro circa 5 casi su 100 mila di media nelle regioni del Sud Italia. Numeri che fanno riflettere. L’OMS stima che ogni anno nel mondo muoiano un milione di persone per suicidio, 4000 in Italia.

Anche per questo motivo è stata istituita il 10 settembre la Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio dall’Associazione Internazionale per la Prevenzione del Suicidio (IASP), e dall’Org. Mondiale della Sanità (OMS). L’obiettivo è aumentare la consapevolezza che il suicidio è un fenomeno che può essere prevenuto.

In Sardegna esiste un grande aiuto, Voce amica Sassari Onlus,  da 35 anni è l’unico centro presente nell’isola tra i 20 di Telefono Amico Italia sparsi sul territorio nazionale e risponde 365 giorni all’anno dalle ore 10 alle 24 al numero 199.284.284 e alla webcall www.telefonoamico.net.

“Erroneamente si pensa che le persone che parlano di suicidio non tenteranno di commetterlo: i suicidi lanciano segnali, possono dire “non ce la faccio più”, o “meglio se muoio, che vivo a fare?” – spiegano i volontari di Voce Amica Sassari –  frasi che spesso sono sottovalutate e non capite, ma possono essere vere richieste di aiuto. Discutere apertamente dell’ideazione suicidaria con chi ci sta vicino può salvare la vita perché fa sentire compresi e incoraggia a cercare aiuto”.

“Sulla decisione possono influire fattori di rischio e fattori protettivi – affermano – i primi aumentano la probabilità che si consideri l’idea e si tenti: malattie psichiatriche (depressione, uso di sostanze), disturbi somatici ( dolore cronico), esperienze negative precoci (perdita genitoriale, abusi), caratteristiche personali ( mancanza di speranza, impulsività) e pregressi comportamenti suicidari. I secondi invece, possono diminuire le probabilità: un’immagine positiva di sé, comportamento volto alla ricerca di aiuto, sostegno sociale.”

La missione di Voce Amica Sassari ONLUS come si legge sul sito “è dare a chiunque si trovi in stato di emergenza emotiva la possibilità di trovare una persona aperta al dialogo. Abbiamo principi imprescindibili: la gratuità del servizio, la garanzia dell’anonimato, l’apartiticità e l’aconfessionalità, il rispetto di chi chiama, l’impostazione non direttiva del colloquio”,

“La stampa e la TV  – ricordano – sono fondamentali per illustrare attività e iniziative di prevenzione: il suicidio è un rimedio definitivo a un problema temporaneo. Ed è proprio questo che andrebbe ricordato: che si può uscire dai problemi, si può cercare aiuto, ci sono alternative che la persona, resa miope dalla sofferenza, non è in grado di vedere. Una possibilità è parlarne con Telefono Amico Italia, attivo tutti i giorni dalle 10 alle 24 all’199.284.284.”

Tags: primatoSardegnasuicidi
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