L’instabilità geopolitica e il caro vita alimentano il senso di insicurezza tra i cittadini di Cagliari, ma allo stesso tempo rafforzano la richiesta di un’Unione Europea più forte e coesa. È quanto emerge dalla ricerca “Instabilità globale. Europa sotto esame”, realizzata da Changes Unipol in collaborazione con Ipsos sulle opinioni degli italiani rispetto allo scenario economico e internazionale.
Nel capoluogo sardo sette cittadini su dieci dichiarano di sentirsi oggi meno sicuri rispetto a cinque-dieci anni fa. Oltre la metà degli intervistati (56%) afferma inoltre di percepire un livello di sicurezza inferiore in Europa rispetto all’Italia, mentre l’80% non si sente tutelato nei Paesi extraeuropei.
Tra le principali fonti di preoccupazione spicca il caro vita, indicato dal 67% dei cagliaritani. Seguono la difficoltà di reperimento di beni essenziali (38%), il rischio di attentati terroristici in Italia (33%) e la possibile perdita di valore di risparmi e investimenti personali (31%).
L’indagine evidenzia anche una forte domanda di integrazione europea. Il 42% dei cittadini di Cagliari ritiene che, per affrontare efficacemente le sfide globali, l’Unione Europea debba rafforzare i propri poteri decisionali in settori strategici come economia, difesa e politica estera. Una quota nettamente superiore a quella di chi preferirebbe lasciare maggiore spazio alla sovranità dei singoli Stati membri (20%) o mantenere l’attuale equilibrio di competenze (21%).
Per il 43% degli intervistati, inoltre, la priorità per aumentare la sicurezza è una maggiore coesione e solidarietà tra gli Stati dell’Unione. Seguono il rafforzamento dell’autonomia strategica europea in settori chiave come energia, materie prime e farmaci, indicato dal 39%.
Sul rapporto tra Italia e Unione Europea emergono tuttavia valutazioni contrastanti. L’appartenenza all’Ue viene percepita come un elemento di vulnerabilità soprattutto sul fronte della stabilità economica e della protezione dalle crisi finanziarie, indicato dal 42% degli intervistati, mentre soltanto il 20% la considera un fattore di sicurezza. Analoga la percezione sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici e delle materie prime: il 40% vede una vulnerabilità, contro il 23% che individua una forma di protezione.
Più equilibrate le opinioni sulla difesa e la sicurezza militare. Il 31% dei cagliaritani considera il sistema europeo un elemento di vulnerabilità rispetto alle minacce esterne, mentre il 28% lo giudica una garanzia di sicurezza.
Secondo la ricerca, la richiesta di un’Europa più forte non nasce da un rigetto del progetto europeo, ma dalla volontà di renderlo più autonomo, meno dipendente da attori esterni e maggiormente capace di intervenire nelle crisi internazionali.
In situazioni di emergenza e instabilità, i principali punti di riferimento per i cittadini di Cagliari restano la Protezione civile e le Forze dell’ordine, indicate dal 54% degli intervistati. L’Unione Europea segue con il 43% delle preferenze, mentre la Nato raccoglie la fiducia del 33% dei cagliaritani, una quota inferiore rispetto alla media registrata nel resto d’Italia.










