Come da copione, i lavori per la realizzazione del tracciato si sono trasformati in uno scavo archeologico e gli studiosi hanno preso il posto degli operai. Niente di nuovo, insomma, e nessuna novità, sotto l’asfalto è risaputo che ci sono i resti stratificati della città che si è evoluta nel corso dei secoli.
Ora si attende di conoscere il destino dei tesori ritrovati e le tempistiche del cantiere che, sino a qualche giorno fa, procedeva come da cronoprogramma.
I precedenti: a marzo 2023, sempre grazie ai lavori per la realizzazione della metropolitana leggera, le ruspe riportarono alla luce l’acquedotto romano. È stato scoperto ad appena un metro di profondità, proprio a fianco all’ingresso della stazione ferroviaria e a valorizzare l’antico impianto è la monumentale fontana che ancora oggi è semicoperta da teli, recintata e non visitabile.













