Cagliari, il sindaco Massimo Zedda rilancia le politiche sociali: “Nessuno deve restare indietro” Un sistema di interventi che punta all’inclusione, alla tutela delle persone fragili e al rafforzamento della rete sociale cittadina. È il quadro tracciato oggi dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda con un lungo punto sulle attività portate avanti dall’amministrazione comunale nel settore delle politiche sociali. Tra i temi centrali, il lavoro avviato dall’assessorato guidato da Anna Puddu, che ha promosso un percorso condiviso con associazioni, volontariato e realtà sanitarie del territorio come Asl, Arnas Brotzu e Azienda ospedaliero-universitaria. Proprio con questi enti il Comune ha sottoscritto un protocollo sulle cosiddette “dimissioni protette”, pensato per favorire la liberazione di posti letto negli ospedali e garantire allo stesso tempo continuità assistenziale alle persone che necessitano ancora di cure domiciliari o supporto sociale. Attualmente sono già operative due strutture dedicate all’accoglienza post-ricovero, mentre altre sono in fase di programmazione. Nel bilancio delle attività trova spazio anche il rafforzamento dei Centri di quartiere, cinque presìdi distribuiti tra Is Mirrionis-San Michele, Mulinu Becciu, Pirri, Marina e Sant’Elia. Luoghi di aggregazione e supporto dove vengono organizzate attività educative, sportive, formative e di orientamento, nel rispetto dei principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. A Sant’Elia, inoltre, sono stati aperti il Centro di giustizia riparativa e il nuovo Centro di Salute, presidio socio-sanitario atteso da anni dai residenti del quartiere. Tra i progetti simbolo citati dal sindaco c’è anche Casa Fenice, in via Friuli, struttura che ospita persone con disabilità impegnate in percorsi di autonomia abitativa e lavorativa, attraverso attività formative e tirocini. Importante anche il capitolo dedicato all’emergenza abitativa e alla povertà estrema. Il Comune ha attivato una decina di alloggi temporanei che ospitano circa 160 persone senza fissa dimora, superando per la prima volta in città il modello tradizionale del dormitorio e puntando invece su percorsi di autonomia e reinserimento sociale. Altri appartamenti sono destinati a donne con figli, famiglie in difficoltà e detenuti agli arresti domiciliari. L’amministrazione evidenzia inoltre gli investimenti per gli alloggi a canone calmierato destinati a giovani e giovani coppie, il potenziamento dei centri famiglia e antiviolenza, gli interventi per l’autosufficienza degli anziani e la tutela dei minori. Proseguono anche le manutenzioni sugli immobili di edilizia residenziale pubblica e il recupero di alloggi rimasti chiusi per anni. Sul fronte sicurezza, Zedda ha ricordato la proposta di un piano integrato per il centro storico che coinvolge servizi sociali, polizia locale, dipartimento di Salute mentale e dipendenze, Croce Rossa, ufficio di Pubblica tutela e dipartimento di Prevenzione sanitaria. L’obiettivo è garantire una presa in carico immediata delle persone in condizioni di vulnerabilità psichica, senza dimora o in situazioni di estrema fragilità. “Così a Cagliari promuoviamo l’inclusione sociale, contrastiamo la povertà, il pregiudizio e la discriminazione”, il messaggio rilanciato dal sindaco nel suo intervento social.











