Tavolini affollati nel centro cittadino, soprattutto lungo via Roma, ma l’effetto America’s Cup sull’economia cagliaritana non ha coinvolto in modo uniforme l’intero comparto della ristorazione. A tracciare un primo bilancio della quattro giorni dedicata alla vela è Fipe Confcommercio Cagliari, che attraverso un sondaggio interno tra bar, ristoranti e pubblici esercizi fotografa un quadro fatto di luci e ombre. Secondo quanto emerge dall’indagine, circa un terzo degli operatori interpellati parla di un aumento significativo del lavoro e degli incassi durante i giorni della manifestazione. La maggioranza del campione, però, sostiene di non aver registrato variazioni sostanziali rispetto ai normali flussi cittadini. In molti hanno evidenziato una presenza più consistente di turisti e visitatori, ma senza un corrispondente incremento generalizzato degli affari. “Non si tratta di un’analisi statistica, ma di un’indicazione del sentiment raccolto tra gli operatori”, spiega a Casteddu online il presidente di Fipe Confcommercio Cagliari, Emanuele Frongia. “Il bilancio può essere sintetizzato con un ‘bene, ma non benissimo’. È stato positivo vedere la città animata e il porto pieno di persone, ma molti commercianti hanno avuto la sensazione di essere rimasti ai margini dell’evento”. Secondo Frongia, uno degli aspetti emersi con maggiore evidenza riguarda il mancato coinvolgimento diffuso del tessuto economico locale.
Accanto alle criticità, Fipe sottolinea però anche gli elementi considerati strategici per il futuro di Cagliari. La manifestazione, spiegano dall’associazione, ha mostrato le potenzialità del capoluogo come destinazione legata al turismo del mare e agli eventi internazionali. “La città ha dimostrato quanto il porto possa essere centrale nello sviluppo turistico – aggiunge Frongia –. La vela, così come il traffico crocieristico, conferma la necessità di investire sempre di più nel turismo marittimo e nei servizi collegati”. La visibilità internazionale ottenuta durante i giorni della competizione viene considerata un patrimonio importante, così come l’immagine di un porto vissuto e frequentato da migliaia di persone. Resta però, secondo gli operatori, la necessità di rafforzare il collegamento tra i grandi eventi e il sistema commerciale cittadino, attraverso una programmazione più condivisa e capillare.











