Sinnai, esplode la rabbia dei residenti di via Leonardo da Vinci: “Auto che sfrecciano a folle velocità, ho paura anche a scendere dalla macchina con i bambini”. Sale la tensione tra i residenti di via Leonardo da Vinci a causa della pericolosità della viabilità nel quartiere. Dopo l’istituzione del senso unico nel primo tratto della via (tra i civici 67 e 74), il traffico diretto dal quartiere “Pineta” verso la centralissima via Roma si è riversato su due sole arterie: via Marconi e la stessa via Leonardo da Vinci. Entrambe le strade, rimaste a doppio senso di marcia, vengono percorse quotidianamente da centinaia di automobilisti che spesso ignorano i limiti di velocità tipici del centro urbano, creando un rischio costante di incidenti tra veicoli e, soprattutto, per i pedoni. “Siamo disperati – dichiara Antonio Pusceddu, residente al civico 55 – ho due bambini e viviamo nel terrore. Abbiamo sollecitato più volte l’Amministrazione Comunale attraverso interlocuzioni dirette con l’Assessore alla Viabilità, che sin dal suo insediamento aveva promesso di intervenire su questa strada e sulla vicina via Marconi. Ad oggi – conclude Pusceddu – abbiamo assistito a quasi tre anni di chiacchiere; non comprendiamo cosa ostacoli l’installazione di dissuasori o sistemi per limitare la velocità. Siamo esasperati perché il problema resta irrisolto”.
Della vicenda si è occupato recentemente anche il consigliere comunale di Forza Italia, Walter Zucca. Attraverso un’interrogazione, Zucca ha chiesto alla Giunta di valutare soluzioni concrete, come la realizzazione di uno “stop” in corrispondenza dell’intersezione con via Pasteur o, in alternativa, la modifica del senso di percorrenza di via Leonardo da Vinci per costringere gli automobilisti a una guida più responsabile. In risposta, l’Assessore Cristiano Spina aveva assicurato che il problema fosse già oggetto di attente valutazioni tecniche e che sarebbe stato risolto in tempi brevi. Tuttavia, da quella promessa — datata 12 dicembre 2025 — nulla è cambiato, alimentando il malcontento dei cittadini che ora chiedono fatti e non più parole.










