Ancora alta tensione in Consiglio comunale a Cagliari, dove la seduta odierna è stata segnata da un nuovo e acceso scontro politico tra maggioranza e opposizione sul tema della sicurezza urbana.
Protagonisti del confronto più duro sono stati la consigliera Stefania Loi e il sindaco Massimo Zedda, in un’Aula che in pochi minuti ha abbandonato qualsiasi tono istituzionale per trasformarsi in un botta e risposta serrato e sempre più teso. Lo scontro è esploso durante la discussione di un’interrogazione presentata dalla consigliera Loi sul problema della sicurezza in città, in particolare nelle zone rosse. Un intervento che ha immediatamente riacceso una polemica già infuocata nei giorni precedenti, riportando in Aula accuse incrociate, contestazioni e repliche sempre più nette.
Il sindaco Zedda è intervenuto ribadendo che le principali competenze in materia di sicurezza e gestione dei fenomeni migratori non sarebbero in capo all’amministrazione comunale, ma al Governo nazionale, richiamando il quadro istituzionale delle responsabilità. Ma il clima si è ulteriormente irrigidito nel passaggio successivo del suo intervento, quando il sindaco ha lasciato intendere che l’attenzione della consigliera si concentrerebbe su episodi legati a persone di colore. Una frase che ha provocato la reazione immediata e durissima di Loi, che ha respinto con fermezza ogni accusa, arrivando a diffidare il sindaco dal ripeterla.
“Non ho mai fatto alcuna distinzione sulla base del colore della pelle – ha replicato – ho sempre parlato di episodi di criminalità e di delinquenti che creano insicurezza e paura nei cittadini, soprattutto tra le donne”.
La consigliera ha poi richiamato alcuni episodi avvenuti in centro città, tra cui furti e aggressioni durante le celebrazioni di Sant’Efisio, quando alcune ragazze sarebbero state scippate delle collane nel cuore di Cagliari. “Parlo da madre e da cittadina preoccupata per la sicurezza dei giovani”, ha aggiunto.
A intervenire anche la consigliera Alessandra Zedda, che ha riportato l’attenzione sulle tensioni della seduta precedente, accusando il sindaco di aver impedito l’intervento del consigliere Marcello Corrias e di aver interrotto il dibattito in Aula. Richiamando il regolamento consiliare, ha chiesto formalmente che vengano presentate le scuse a Corrias e alla consigliera Roberta Sulis, interrotta durante il precedente confronto.
Sulla stessa linea il consigliere Roberto Mura, che ha parlato di un precedente istituzionale pericoloso: “Se non si interviene per correggere quanto accaduto, non potremo accettarlo e saremo costretti a reagire”.
Più misurato, ma altrettanto critico, l’intervento di Francesco Onnis (Riformatori), che pur senza entrare direttamente nella richiesta di scuse ha richiamato il sindaco al rispetto delle regole dell’Aula, auspicando che simili episodi non si ripetano. Ha inoltre sottolineato la necessità di evitare “due pesi e due misure” nei lavori consiliari, ricordando che anche in passato interventi della maggioranza su temi non all’ordine del giorno non erano stati interrotti.
Una seduta che conferma il clima sempre più incandescente nel Consiglio comunale di Cagliari, dove il tema della sicurezza continua a rappresentare il principale terreno di scontro politico.












