Scoperta straordinaria a Cagliari: emergono strutture dell’antica Santa Igia, gli studiosi in campo
Lo studioso di Cagliari Marcello Polastri: “Nel sottosuolo di Cagliari potrebbe essersi riaperta una delle pagine più affascinanti e misteriose della storia sarda.
Durante i lavori per il nuovo polo dell’Agenzia delle Entrate, nell’area degli ex magazzini aeronautici tra via Simeto e viale Elmas, una potente trivella ha intercettato antiche strutture murarie rimaste sepolte per secoli.
E non in un luogo qualsiasi.
Proprio in quella zona, infatti, numerosi studiosi ipotizzano da oltre mezzo secolo la presenza di Santa Igia — chiamata nei documenti antichi anche Ilia, Gilla, Cecilia o “Stangigla” — la grande capitale del Giudicato di Cagliari dal IX secolo fino al 1258. Una città medievale potente e strategica, sorta nell’area lagunare occidentale della città, tra canali, approdi e fortificazioni
Fu il cuore politico del Regno di Cagliari, sede del giudice, della cattedrale e dei palazzi del potere. Qui si amministrava il territorio, si potenziò la storia dei Sardi e dell’intera isola, si intrecciavano commerci nel Mediterraneo e si sviluppava una civiltà giudicale ancora oggi fondamentale per comprendere la storia della Sardegna medievale.
Poi la tragedia.
Nel 1258 Santa Igia venne rasa al suolo dai Pisani e dai loro alleati sardi dopo la conquista del Giudicato. Distrutta (così si dice…), e lentamente inghiottita dal tempo e dalla laguna
Di quella città hanno scritto storici, archeologi e cronisti per secoli, alimentando il fascino di una capitale quasi leggendaria, cercata a lungo tra Sant’Avendrace e Santa Gilla. In parte intercettata durante i lavori del cavalcavia a breve distanza dall’Ex Macello e dalla moderna Città Mercato.
E forse oggi quella città perduta è rispuntata davvero.
Il ritrovamento di una porzione muraria sarebbe avvenuto durante le perforazioni profonde del terreno nel grande cantiere dell’ex Caserma di via Simeto. Quasi davanti agli uffici delle Poste e della PolPost.
Un progetto moderno e ambizioso che ora si ritrova improvvisamente a dialogare con il passato più enigmatico della Sardegna.
Per questo la scoperta merita massima cautela, la dovuta tutela e valorizzazione.
Non può essere soltanto un episodio casuale di cantiere, ma un’occasione storica per restituire identità, memoria e prestigio culturale a Cagliari e all’intera isola. Con tutti gli strumenti fisici e normativi del caso”, conclude lo studioso Marcello Polastri nel suo intervento nel sito di Sardegna Sotterranea.











