Il consigliere regionale denuncia le liste d’attesa fuori controllo per le cure oncologiche: “Pazienti costrette a curarsi fuori regione, la Giunta intervenga immediatamente”.
Macchinari salvavita che restano spenti nelle ore serali, carenza di personale e liste d’attesa che si allungano inesorabilmente, negando il diritto alla salute e costringendo molte donne a estenuanti viaggi fuori dalla Sardegna. È la grave situazione denunciata dal consigliere regionale Alessandro Sorgia, primo firmatario dell’Interrogazione n. 430/A depositata in Consiglio Regionale, rivolta al Presidente della Regione e all’Assessore dell’Igiene e Sanità.
Al centro dell’atto ispettivo ci sono le pesanti criticità nell’erogazione delle prestazioni di radioterapia presso l’Ospedale oncologico “Businco” di Cagliari, con particolare riferimento alle pazienti colpite da carcinoma mammario. I protocolli medici prevedono scadenze precise: la radioterapia deve iniziare tassativamente entro due mesi dall’intervento chirurgico o entro quattro settimane dalla fine della chemioterapia. Il mancato rispetto di queste tempistiche aumenta drammaticamente il rischio di recidive.
Nonostante l’urgenza clinica, si registrano ritardi sistematici che stanno costringendo molte donne a rivolgersi a strutture ospedaliere fuori regione (ad esempio a Roma), sobbarcandosi pesanti costi economici e disagi logistici in un momento già di estrema vulnerabilità.
“È inaccettabile che all’interno del principale polo oncologico sardo si assista a una simile gestione delle risorse umane e strumentali – denuncia Alessandro Sorgia –. Era stata prevista l’attivazione di turni pomeridiani e serali per l’erogazione della radioterapia, una misura vitale non solo per azzerare le liste d’attesa, ma anche per consentire alle donne di conciliare il diritto alla cura con l’attività lavorativa. Purtroppo, questo progetto è stato di fatto bloccato”.
Il disservizio è causato dalla grave carenza di personale sanitario. I medici e i tecnici in forze al “Businco”, nonostante la grande abnegazione, lavorano in condizioni di sovraccarico e non possono coprire ulteriori turni. Il risultato è il paradosso di avere macchinari di altissima tecnologia che rimangono inutilizzati nelle fasce serali, mentre la lista dei pazienti in attesa continua a crescere.
Con l’interrogazione, il consigliere regionale di FDI chiede alla Giunta di fare chiarezza e intervenire con la massima urgenza per:
Spiegare le ragioni della mancata assunzione e integrazione del personale tecnico e medico essenziale per far funzionare le apparecchiature radioterapiche sull’intero arco della giornata.
Ripristinare immediatamente i turni serali, garantendo la continuità terapeutica e l’abbattimento dei tempi d’attesa.
Presentare un cronoprogramma chiaro e definito per il potenziamento dell’organico del reparto di radiologia oncologica.
“Il diritto alle cure nei tempi previsti dalla scienza medica non è negoziabile. Chiedo risposte e azioni immediate per tutelare la salute e la dignità dei cittadini sardi”, conclude Sorgia.













