Perdita idrica alla scuola De Amicis, Stefania Loi presenta un’interrogazione urgente: “Tre giorni di pericolo per i bambini sono inaccettabili” La consigliera comunale Stefania Loi, prima firmataria di un’interrogazione urgente depositata in Consiglio comunale, interviene sulla grave perdita idrica segnalata all’interno della scuola De Amicis di Cagliari. Secondo quanto documentato da numerose segnalazioni accompagnate da fotografie, da almeno tre giorni una copiosa fuoriuscita d’acqua starebbe interessando aree interne del plesso scolastico frequentate quotidianamente dagli studenti, comprese zone di passaggio e spazi in prossimità delle scale. “È una situazione che non può essere minimizzata – dichiara Stefania Loi – perché all’interno di una scuola la sicurezza deve essere assoluta e immediata. Non è accettabile che per giorni bambini e personale scolastico siano costretti a convivere con pavimenti bagnati, ristagni e rischio concreto di cadute”. Nell’interrogazione si chiede all’Amministrazione comunale di chiarire se fosse già a conoscenza della problematica, per quale motivo non sia stato disposto un intervento immediato per interrompere la perdita e quali azioni urgenti si intendano adottare per mettere definitivamente in sicurezza gli spazi scolastici. La consigliera chiede inoltre che venga disposta immediatamente l’interruzione dell’erogazione dell’acqua nelle aree interessate fino alla completa riparazione del guasto, come misura necessaria per fermare la perdita e garantire la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. “La semplice segnaletica provvisoria non può bastare quando ci si trova davanti a un rischio evidente per l’incolumità dei minori. Serve un intervento rapido, concreto e risolutivo”, prosegue la consigliera. L’atto richiama inoltre l’attenzione sul grave spreco di acqua pubblica causato dalla perdita protratta per giorni e sulla necessità di verificare eventuali danni alle infrastrutture scolastiche. “Non possiamo chiedere continuamente senso civico ai cittadini sull’utilizzo delle risorse e poi tollerare che all’interno di un edificio pubblico l’acqua venga dispersa per giorni senza soluzione. Su vicende come questa servono responsabilità chiare e tempi di intervento compatibili con la tutela dei bambini”, conclude Stefania Loi.











