Un nuovo patto tra Comune e attività commerciali per arginare rumore, assembramenti e situazioni critiche nel cuore della movida cagliaritana. Il Comune di Cagliari accelera sul piano sperimentale di collaborazione tra pubblico e privato previsto all’interno del risanamento acustico del centro storico. A confermare a Casteddu Online la direzione ormai tracciata è stato l’assessore alle Attività produttive Carlo Serra: manca soltanto il via libera della Giunta perché il progetto diventi operativo.
L’obiettivo è chiaro: intervenire in modo più rapido ed efficace sulle criticità legate alla movida, a partire dal contenimento del rumore nei plateatici fino alla gestione degli assembramenti che spesso trasformano le notti del centro storico in un problema per residenti e sicurezza urbana.
Il meccanismo sarà basato su una collaborazione diretta tra amministrazione, Polizia Locale ed esercenti. I referenti delle attività produttive saranno formati direttamente dagli agenti e avranno un canale privilegiato per comunicare situazioni problematiche in tempo reale. Una sorta di “linea diretta” con la Polizia Locale per velocizzare interventi e segnalazioni.
“È una corresponsabilità condivisa tra pubblico e privato”, ha spiegato Serra durante gli incontri già avviati con gli operatori. Il piano al momento interesserà il centro storico e sarà testato per tutta la stagione in forma sperimentale.
L’idea del Comune è quella di trasformare gli stessi operatori commerciali in una rete attiva sul territorio, capace di collaborare nella prevenzione delle criticità legate alla malamovida.
Il provvedimento non è ancora ufficialmente operativo, ma la strada è ormai segnata: servirà l’approvazione della Giunta comunale per far partire il progetto al più presto. Ai tavoli partecipano anche le commissioni competenti su sviluppo economico e pianificazione.
Per il Comune si tratta di una scommessa. Per residenti ed esercenti, invece, potrebbe essere il primo vero banco di prova per capire se il centro storico di Cagliari riuscirà finalmente a trovare un equilibrio tra diritto al divertimento, attività economiche e qualità della vita.













