È guerra aperta fra Regione e Ryanair: la compagnia attacca, la Regione rilancia e si difende. Ma dell’abolizione delle tasse di imbarco, almeno per ora, non c’è ancora traccia concreta. Sul tavolo resta uno scontro sempre più duro tra la compagnia low cost irlandese e la Giunta regionale, con al centro il futuro del trasporto aereo in Sardegna, la continuità territoriale e l’addizionale comunale sui biglietti aerei.
Ryanair alza il livello dello scontro e accusa apertamente la Regione Sardegna di aver respinto una proposta che, secondo il vettore, avrebbe potuto rivoluzionare il sistema dei collegamenti dell’Isola. La compagnia parla di oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, una crescita del traffico del 40%, quattro nuovi aeromobili basati in Sardegna, 400 milioni di dollari di investimenti, una nuova base ad Alghero e oltre 900 posti di lavoro tra diretti e indotto.
Il nodo centrale resta l’addizionale comunale, la tassa applicata ai passeggeri in partenza dagli aeroporti italiani. Ryanair chiede da tempo la sua abolizione, sostenendo che sia un freno alla competitività dell’Isola e allo sviluppo turistico. Nel duro affondo lanciato dalla compagnia, la Sardegna viene paragonata alle regioni che negli ultimi anni hanno eliminato o ridotto il tributo, ottenendo — secondo i dati forniti dal vettore — una forte crescita del traffico aereo.
Ryanair cita i casi di Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna: in Abruzzo il traffico sarebbe cresciuto dell’80%, in Calabria addirittura del 100%, con nuove basi operative, decine di rotte aggiuntive e investimenti milionari. In Sicilia la compagnia parla di un milione di passeggeri in più all’anno, mentre l’Emilia-Romagna avrebbe registrato un incremento del 50% del traffico.
La minaccia, neanche troppo velata, è che la Sardegna possa perdere competitività rispetto ad altri territori italiani ed europei che stanno abbassando tasse aeroportuali e costi operativi per attrarre compagnie e investimenti. Ryanair ricorda anche l’arrivo nei prossimi anni di 300 nuovi Boeing 737 Max-10, destinati — spiega il vettore — ai mercati considerati più competitivi.
Durissime le parole del Chief Commercial Officer di Ryanair, Jason McGuinness, che definisce “miope” la posizione della Regione Sardegna. Per la compagnia, continuare a puntare sulla continuità territoriale significa “sprecare tempo e denaro” su un sistema giudicato inefficiente e incapace di garantire sviluppo strutturale.
La replica della Regione non si è fatta attendere. L’assessora regionale dei Trasporti Barbara Manca respinge le accuse di immobilismo e rivendica il lavoro avviato dal Consiglio regionale per individuare soluzioni che rafforzino il trasporto aereo da e per l’Isola.
“In merito alle dichiarazioni diffuse da Ryanair sul tema dell’addizionale comunale e della continuità territoriale aerea — spiega Manca — il Consiglio regionale sta discutendo su come impiegare delle risorse per implementare il trasporto aereo e lo sta facendo anche sulla base degli studi messi a disposizione dall’assessorato”.
La Regione, dunque, non chiude alla possibilità di intervenire sull’addizionale, ma frena sull’ipotesi di una cancellazione totale e immediata. Secondo l’assessora, il tema dovrebbe essere affrontato innanzitutto a livello nazionale, soprattutto per le regioni insulari. Tuttavia, davanti a quella che definisce “inerzia del Governo”, la Sardegna starebbe valutando strumenti alternativi e più mirati.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbero incentivi selettivi per sostenere le tratte e i periodi più deboli, in particolare durante la stagione invernale, quando il mercato tende a ridurre frequenze e collegamenti. Una linea che punta a utilizzare in modo mirato le risorse pubbliche, considerate dalla Regione soldi dei contribuenti sardi che devono produrre benefici concreti e duraturi.











