Carriera alias, scontro in Consiglio sulla mozione che consente l’identità diversa da quella anagrafica Cagliari. Dopo l’approvazione del Comune alla “carriera alias” — il sistema che consentirà ai lavoratori in transizione di genere di utilizzare un nome diverso da quello anagrafico nelle comunicazioni interne — il dibattito si sposta ora tutto sul terreno dello scontro politico. La proposta ha diviso infatti in maniera netta Aula e commissioni, con il centrosinistra che difende il provvedimento come misura di inclusione, e il centrodestra che lo considera invece un intervento ideologico e distante dai problemi concreti della città. Tra i sostenitori della misura all’interno del gruppo misto c’è Giuseppe Farris, consigliere di Civica 2024, che ha votato a favore parlando di “uno strumento che favorisce serenità e inclusione senza produrre danni a terzi”. Per Farris il riconoscimento dell’identità personale all’interno dell’ambiente lavorativo rappresenta una scelta di civiltà amministrativa e tutela della persona. Durissima invece la reazione di Roberto Mura, esponente di Alleanza Sardegna, che ha attaccato apertamente la proposta definendola “uno strumento ambiguo e potenzialmente discriminatorio”, criticando soprattutto la possibilità di estendere il sistema alias in maniera considerata arbitraria. A chiudere il fronte favorevole, Chiara Cocco, la presidente della commissione Pari opportunità e tra le promotrici dell’iniziativa. La consigliera difende la carriera alias come strumento necessario per evitare situazioni percepite come discriminatorie o umilianti da parte delle persone transgender. “Parliamo di diritto all’identità personale”, è la posizione espressa da Cocco, che ribadisce come il provvedimento abbia l’obiettivo di garantire maggiore serenità e inclusione nei luoghi di lavoro pubblici.











