Sei anni e otto mesi in rito abbreviato per violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di una collega: la condanna è stata inflitta nel primo pomeriggio a carico del famoso avvocato penalista cagliaritano Massimiliano Ravenna dal giudice Giuseppe Pintori. I pm Gilberto Ganassi e Nicoletta Mari avevano chiesto una condanna a 8 anni.
“Leggeremo con estrema attenzione la sentenza e sicuramente faremo ricorso in appello”, dice a Casteddu online il legale di Ravenna, Massimo Ledda.
La sentenza arriva alla fine di un percorso giudiziario piuttosto lungo. Nel 2019 il procuratore aggiunto Gilberto Ganassi e la sostituta Nicoletta Mari, pur evidenziando la presenza di elementi a carico dell’indagato, avevano chiesto la chiusura del procedimento, ritenendo decisiva l’assenza di una formale volontà della persona offesa di sostenere l’accusa. Il suo legale, l’avvocato Claudio Sforza, aveva descritto una situazione di soggezione psicologica, precisando però che la sua assistita aveva successivamente manifestato la disponibilità a essere nuovamente ascoltata dagli inquirenti. Questa evoluzione aveva modificato il quadro investigativo.
La difesa della persona offesa aveva infatti sollecitato la riapertura degli approfondimenti, chiedendo alla gip di disporre ulteriori indagini per chiarire la dinamica dei fatti e verificare le responsabilità. I pubblici ministeri avevano a loro volta richiesto la restituzione degli atti, ritenendo necessario procedere all’audizione della donna e alla rivalutazione della documentazione depositata dalla difesa.
L’attività investigativa si innestava su un lavoro avviato nel 2018 dai carabinieri e proseguite per tre anni, e successivamente riaperto anche attraverso intercettazioni che avevano portato a una nuova valutazione della posizione del penalista.
La difesa dell’imputato ha sempre respinto le accuse, definendo la ricostruzione accusatoria caratterizzata da contraddizioni e incongruenze e sostenendo la tesi della calunnia.










