Cagliari, si dimettono le garanti comunali per gli animali: “Impossibile lavorare così” Clamoroso strappo a Palazzo Bacaredda: le garanti comunali per la tutela degli animali hanno rassegnato le dimissioni denunciando pubblicamente l’impossibilità di portare avanti il proprio incarico “con strumenti adeguati e progettualità condivise”. Una decisione pesante, che apre un nuovo fronte politico e amministrativo all’interno del Comune di Cagliari e che riaccende le polemiche sulla gestione delle politiche dedicate al benessere animale. Le ormai ex garanti spiegano di aver maturato la scelta dopo mesi di lavoro volontario e interlocuzioni con l’amministrazione comunale. Nella loro presa di posizione parlano apertamente di difficoltà operative e dell’assenza delle condizioni necessarie per proseguire il mandato. “Abbiamo deciso di lasciare l’incarico”, spiegano, sottolineando “l’impossibilità di operare con strumenti adeguati e con progettualità condivise”. Parole nette, che fotografano un rapporto ormai logorato con la struttura amministrativa e politica del Comune. Le garanti rivendicano comunque il lavoro svolto in questi mesi, fatto di segnalazioni, attività sul territorio e collaborazione con cittadini e associazioni impegnate nella tutela degli animali. E assicurano che continueranno il loro impegno anche fuori dall’incarico istituzionale. Immediata la replica dell’assessora all’Ambiente Giua Marassi, che ha espresso dispiacere per le dimissioni ma ha respinto le accuse, ricordando le iniziative avviate dall’amministrazione sul fronte del benessere animale. Tra queste, il riordino del servizio e delle aree che ospitano il canile e il progetto per una nuova “Città degli animali”. L’assessora ha inoltre ribadito la volontà del Comune di andare avanti con i progetti già avviati e di procedere rapidamente alla nomina delle nuove figure di garanzia. La vicenda, però, rischia ora di trasformarsi in un nuovo caso politico, perché le dimissioni arrivano accompagnate da accuse precise sull’assenza di strumenti concreti e sulla difficoltà di incidere realmente nelle politiche comunali dedicate alla tutela animale.











