Si è spento in silenzio lasciando un vuoto impossibile da colmare: colleghi e amici, uniti nel dolore, lo ricordano con tanto affetto. Chicco Lecca: “Ci sono persone che attraversano la nostra vita lasciando tracce leggere, e altre che, con la loro presenza, diventano parte della nostra storia. Alessandro era una di queste.
La notizia della sua scomparsa ci ha colpiti nel profondo, lasciandoci un dolore difficile da accettare e ancora più difficile da esprimere. Perché Alessandro non era soltanto un collega: era una presenza familiare, un volto amico, una persona vera. Di quelle che incontri ogni giorno e che, senza accorgertene, diventano parte della tua vita.
Per tanti anni ho avuto il privilegio di condividere con lui il lavoro e la passione per questo mestiere. Alessandro è stato il primo l’operatore di Antonello Lai mentre io montavo i servizi che realizzavano insieme.
Dietro ogni immagine c’era la sua professionalità, il suo occhio attento, la sua dedizione silenziosa.
Ho imparato a conoscere il suo lavoro fotogramma dopo fotogramma, servizio dopo servizio, apprezzando non solo le sue capacità professionali, ma anche le qualità umane che emergevano in ogni cosa che faceva.
Oggi ci troviamo a fare i conti con un silenzio che pesa. Con l’assenza di una voce, di un sorriso, di uno sguardo sincero. Ci troviamo a ripensare ai momenti condivisi, alle giornate di lavoro, alle corse contro il tempo, alle immagini che passavano dalle sue mani alle mie e diventavano racconti. E comprendiamo quanto fosse importante la sua presenza.
Il pensiero corre inevitabilmente anche ad Antonello Lai e al legame profondo che lo univa ad Alessandro. Un legame costruito sul campo, fatto di fiducia, stima, amicizia e innumerevoli esperienze condivise. Un dolore che oggi appartiene a tutti noi, perché quando se ne va una persona speciale, nessuno resta davvero uguale a prima.
Ci sono addii che non si è mai pronti a pronunciare. Questo è uno di quelli.
Alessandro lascia un vuoto che nessuna parola potrà colmare, ma lascia anche qualcosa di immensamente più forte: il ricordo della persona che è stata, dell’amico e del professionista che ha saputo farsi voler bene e rispettare da tutti. Lascia il segno del suo passaggio nelle immagini che ha realizzato, nelle persone con cui ha lavorato e nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
Alla sua famiglia, e tutti i suoi cari va il mio pensiero più commosso e il mio più sincero abbraccio.
Ciao Alessandro. Ogni volta che rivedrò una di quelle immagini che passavano dalla tua telecamera alla mia sala di montaggio, il pensiero correrà a te. Grazie per il tuo lavoro, per la tua umanità e per tutto ciò che hai lasciato in noi. Non ti dimenticheremo mai.
Grazie e salutami Antonello e mi raccomando fate molto casino così vi rispediscono giù immediatamente”.
Commovente anche il ricordo di Flavia Corda: “Sandro dobbiamo andare subito.Sei pronto?
“Io sono sempre pronto!”
Quante volte siamo partiti in fretta e furia, aereo, macchina, autostrada ma anche tribunali, campagne assolate, bar e bettole improbabili…
Niente spaventava un operatore d’assalto come Alessandro Nateri.
Insieme abbiamo fatto servizi avventurosi diventati memorabili grazie alla sua telecamera.
Sulle tracce della Anonima sarda in continente come il caso del sequestro Gazzotti o quello di Esteranne Ricca. Il processo a Civitavecchia alla “banda dei sardi” o le trasferte in Umbria per le gesta dei latitanti nostrani ..
Sandro era sempre pronto.
Gli piaceva il rischio ma con lui era divertente anche rischiare perché si tornava in redazione a Videolina sempre con il bottino di immagini preziose.
Una vita complicata la sua tra vette e cadute. Ma sempre con quel suo sguardo ogoglioso e il sorriso ironico di chi nella vita ne ha visto tante e provate tutte.
È stato per me un compagno di lavoro insuperabile e una presenza indimenticabile.
Si porta via un altro pezzo della mia vita”.











