Uta, bocciato il parco fotovoltaico in nome del paesaggio e dei beni archeologici del territorio: “Sintzidu è salvo, Su Niu de su Pilloi è salvo” esulta il Comitato Difesa del Territorio.
“Il parere tecnico negativo espresso dalla Soprintendenza speciale PNRR conferma ciò che il Comitato Difesa Territorio di Uta sostiene da tempo: questo progetto rappresentava un enorme impatto sul nostro territorio, sul paesaggio, sull’archeologia e sul suolo agricolo”.
Decine di maxi impianti in nome della transazione energetica avrebbero compromesso, insomma, il territorio: “Nel documento vengono evidenziati il rischio di devastazione paesaggistica, la presenza di beni archeologici, l’impatto cumulativo dei numerosi impianti previsti nella zona e la trasformazione irreversibile del territorio”.
Una vittoria per chi lotta contro la speculazione energetica che “non nasce per caso.
Nasce dal lavoro costante di cittadini che non si sono voltati dall’altra parte.
Il Comitato ha portato avanti ricerche, segnalazioni e censimenti anche su nuraghi e siti ancora non sottoposti a vincolo archeologico, dimostrando quanto questo territorio sia ricco di storia, identità e memoria”.
Le polemiche non mancancano: “Ci dicevano “ci pensiamo noi”.
Ci dicevano che esageravamo.
Ci dicevano che era tutto sotto controllo.
E invece oggi i fatti parlano chiaro.
Avevamo ragione noi a difendere Uta da quello che consideriamo un vero mostro speculativo.
Fa ancora più male sapere che qualcuno continua a essere favorevole a questi progetti senza dirlo apertamente, mentre la popolazione ha dimostrato di voler difendere la propria terra con coraggio e dignità.
Questa non è solo una vittoria burocratica.
È la vittoria di una comunità che ha scelto di non svendere il proprio futuro.
Uta resiste. E continuerà a farlo”.












