Il viaggio come pratica di libertà e come costruzione quotidiana di autonomia: con orgoglio, senza retorica. E’ il filo conduttore dell’incontro dedicato al turismo accessibile che si è svolto ieri allo Spazio Pira di Quartu Sant’Elena, promosso dalla sede provinciale ANMIC di Cagliari e che ha visto protagonista il travel blogger Fabio Gillone, 51 anni, autore del progetto “Comunque in Viaggio”.
Al centro dell’iniziativa non soltanto il racconto di itinerari e destinazioni, ma una riflessione più ampia sul diritto alla mobilità e sulla possibilità di continuare a viaggiare anche in presenza di una disabilità motoria, ripensando strumenti, tempi e modalità dello spostamento.
Gillone ha ripercorso alcune delle sue esperienze in giro per il mondo, dall’Europa del Nord al Circolo Polare Artico, fino a Giappone, Stati Uniti, Africa australe, Sud-est asiatico e Australia, costruendo nel tempo una narrazione personale in cui il viaggio diventa metodo di conoscenza e relazione con i luoghi.
Il suo racconto ha evidenziato anche il cambiamento avvenuto negli anni nel modo di viaggiare: dalle esperienze più spontanee e itineranti, caratterizzate da spostamenti liberi e improvvisati, a una fase successiva segnata dall’esigenza di pianificazione e dalla presenza della carrozzina, con nuove complessità logistiche ma senza rinunciare all’esplorazione.
Da questa esperienza nasce il blog “Comunque in Viaggio”, che unisce narrazione e informazione pratica, con contenuti dedicati all’accessibilità reale di trasporti, strutture ricettive e luoghi culturali, anche in Italia e in Sardegna, osservati con particolare attenzione alle barriere spesso non immediatamente visibili.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la distinzione tra limiti e possibilità, sintetizzata da Gillone nella convinzione che “dove tanti vedono limiti, altri scorgono opportunità”, principio che attraversa la sua esperienza di viaggio e la sua attività di divulgazione.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle difficoltà concrete incontrate lungo il percorso, dalle barriere architettoniche ai servizi non pienamente accessibili, affrontati non come ostacoli insormontabili ma come elementi da gestire attraverso informazione, pianificazione e adattamento.
L’incontro si è concluso con un confronto sul significato più ampio di accessibilità, intesa non solo come abbattimento delle barriere fisiche ma come condizione di piena partecipazione alla vita sociale e culturale, in cui il viaggio diventa espressione di autonomia e cittadinanza attiva.










