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Segariu, l’inferno in terra per decine di cani chiusi nel cortile degli orrori

di Valeria Putzolu
15 Febbraio 2024
in area-vasta, zapertura1

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Segariu, l’inferno in terra per decine di cani chiusi nel cortile degli orrori

La crudeltà dell’uomo, quella inspiegabile, e che è causa di sofferenze atroci, spietate e insensate: la vicenda, già raccontata da Casteddu Online qualche tempo fa https://castedduonline.it/orrore-a-segariu-cani-morti-chiusi-in-sacchi-e-nascosti-in-un-cortile-denunciato-un-uomo/ è ancora più agghiacciante: emergono nuovi particolari dopo l’intervento delle autorità preposte per la tutela degli animali.

“4 cani trovati in avanzato stato di decomposizione e 20 meticci di piccola taglia tra cui un cane femmina con due cuccioli neonati gravemente denutriti. È il terrificante scenario che si è parato di fronte alle guardie zoofile OIPA di Cagliari quando sono intervenute nel Comune di Segariu in seguito ad una segnalazione che riferiva della presenza di una quantità innumerevole di cani, alcuni molto malati, nel cortile di un’abitazione privata.

 

Durante l’ispezione le guardie hanno riscontrato la presenza di numerosi cani, in totale 20, denutriti al punto tale da essere visibile il costato. Gli animali erano talmente affamati da scavalcare la recinzione dell’abitazione alla ricerca di cibo, arrivando persino ad ingerire anche le proprie feci. Come testimoniato dai segnalanti, i cani rimanevano di notte e di giorno anche sulla pubblica via a mendicare cibo, mettendo a rischio la loro stessa incolumità e quella degli automobilisti.

 

Inoltre, non vi era presenza di ciotole riservate alla somministrazione del cibo ad esclusione di diversi secchi di acqua troppo alti perchè i cuccioli più giovani potessero abbeverarsi. L’unico contenitore disponibile era un piccolo abbeveratoio in pietra con all’interno dell’acqua di colore verde. Nessun cane aveva un nome così come nessuno di loro aveva ciotole con cibo a disposizione né cucce o giacigli per dormire.

 

Due cuccioli appena nati con gli occhi ancora chiusi erano all’interno di un cassone ribaltabile di un camion, in un punto difficilmente raggiungibile per la madre, una cagnolina di piccola taglia che faticava a scavalcare il cassone per raggiungerli e poterli allattare, costretta a servirsi di un passaggio creato con una pila di  pneumatici sovrapposti fra loro.

 

I cani, tutti sprovvisti di microchip e di iscrizione all’anagrafe canina, erano anche privi di documentazione sanitaria che ne attestasse vaccinazioni o cure mediche. Alcuni di loro presentavano dermatiti ed erano infestati da parassiti esterni (zecche e pulci) e interni.

 

Ma l’aspetto più terrificante durante il sopralluogo delle guardie zoofile è stato il macabro rinvenimento dentro i box di una porcilaia rudimentale di alcuni sacchi neri molto voluminosi dai quali proveniva un fetore nauseabondo. Visto il forte sospetto che potessero contenere dei cadaveri, anche sulla base delle dichiarazioni del proprietario, che si rifiutava di aprirli, le guardie zoofile hanno ritenuto necessario richiedere l’intervento dei Carabinieri, giunti insieme ad un medico veterinario dell’ASL.

 

Aperti i tre sacchi che a loro volta contenevano come in una struttura a “matrioska” altre buste riempite di indumenti, teli, guanti, vengono rinvenuti i cadaveri di alcuni animali in stato di avanzata decomposizione, dei quali non è stato possibile determinare le cause della morte perché ormai quasi irriconoscibili.

 

Basandosi sulla morfologia della dentatura, il medico veterinario ha potuto stabilire che i corpi appartenevano a 4 cani. due cani adulti di piccola taglia, un cucciolo e del terzo non è stata possibile l’identificazione in quanto i resti, le ossa del cranio e una zampa, erano ormai in stato di liquefazione.

 

Il proprietario, un uomo con sospetto disagio psichico, è stato denunciato per maltrattamento e uccisione di animali, mentre i 20 cani sono stati sequestrati e portati in strutture idonee dove sono stati sottoposti alle cure e agli accertamenti sanitari.

 

Le guardie zoofile stanno procedendo con ulteriori indagini per approfondire le ragioni dell’omissione da parte della Amministrazione comunale che, pur essendo a conoscenza della situazione, è stata inadempiente e si è rifiutata di collaborare per poter mettere al sicuro i cani”.

Una storia che lascia poco spazio all’immaginazione quella descritta dalle guardie zoofile: grazie al loro intervento e a quello delle volontarie i cani superstiti sono stati messi in salvo. Per loro una nuova vita, dopo tanta sofferenza, che mai, sicuramente, dimenticheranno.

Tags: segariu
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