Sarà un processo a chiarire la morte di Davide Calvia, il 35enne sassarese scomparso nel naufragio avvenuto al largo dell’Asinara il 12 aprile 2023. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Sassari ha disposto il rinvio a giudizio di Giovannino Pinna, 38 anni, cugino della vittima e unico sopravvissuto della tragedia.
La decisione arriva su richiesta della Procura, che contesta all’imputato l’ipotesi di omicidio volontario, oltre alla presunta simulazione del naufragio per depistare le indagini. Secondo l’accusa, la dinamica raccontata dal 38enne non corrisponderebbe a quanto accaduto quella notte in mare.
Pinna, assente in aula, è assistito dal legale Niccolò Vecchioni e ha sempre respinto ogni accusa. Anche la famiglia di Calvia si è costituita parte civile nel procedimento.
La vicenda risale al 12 aprile di tre anni fa, quando i due cugini partirono dal porto di Porto Torres a bordo di un’imbarcazione poi risultata rubata. Secondo la versione fornita da Pinna, si sarebbe trattato di una uscita in mare per una battuta di pesca nel golfo dell’Asinara.
Dopo il naufragio, lo stesso Pinna venne ritrovato 24 ore più tardi su una spiaggia della Marina di Sorso, in condizioni critiche e in stato di ipotermia. Ai soccorritori raccontò di essere riuscito a salvarsi dopo l’affondamento dell’imbarcazione, spiegando di aver tentato senza successo di salvare il cugino, poi scomparso in mare.
Il corpo di Davide Calvia fu recuperato dieci giorni dopo. Le indagini della Capitaneria di porto e dei Carabinieri di Porto Torres, insieme agli esiti dell’autopsia, hanno però messo in discussione quella ricostruzione: secondo la consulenza medico-legale, la morte non sarebbe stata causata da annegamento, ma da un grave trauma cranico e da lesioni alla colonna cervicale e al torace.
Il processo inizierà il 13 ottobre e dovrà ricostruire con precisione la dinamica dei fatti avvenuti in mare quella notte.










