Ancora risvolti circa il nuovo filone d’indagine che riguarda il delitto della 26enne Chiara Poggi e la posizione di Andrea Sempio, indagato dalla scorso anno. La Procura di Pavia ha disposto una perizia psichiatrica sul 38enne per accertare “l’eventuale sussistenza di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione”.
“A seguito del deposito” si legge ancora nella nota “da parte della difesa dell’indagato Andrea Sempio, di plurime consulenze tecniche intervenute nel breve arco temporale decorrente dalla notifica dell’avviso di cui all’art. 415- bis c.p.p., e considerato che i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti (con scadenza fissata al 28.9.26), si è ritenuto opportuno disporre ulteriori accertamenti”.
L’esame sarà svolto dallo psichiatra Roberto Catanesi è rappresenta da parte della Procura Pavese “la volontà di ricercare una presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i latti contestati; l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale. Le determinazioni assunte sono volte ad assicurare una ricostruzione quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata della vicenda”.
“Ricordo bene il processo di Anna Maria Franzoni”, commenta il legale di Sempio Liborio Cataliotti, “andate a vedere, venne chiesta la perizia, decise di non sottoporsi la diretta interessata. Dunque, noi non so, ne parleremo domani”.
“Certo è un dato che non si può fare il tratto personologico di una persona sui suoi diari o su un social forum – ha precisato ancora ai microfoni della trasmissione di Retequattro Dritto e Rovescio – ed è altrettanto certo che non gli si può imporre di sottoporsi a una perizia e questo lo valuteremo noi del team difensivo, se e quando farlo sottoporre. Va da sè che siccome la Procura lo ha chiesto, se e quando lo chiederemo noi immagino che la Procura non potrà dire di no”.
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