Confcommercio Sud Sardegna, arrivano i corsi di autodifesa per commercianti e lavoratrici: “Più strumenti contro insicurezza e mala movida” Cagliari – Corsi di autodifesa personale per imprenditrici e lavoratrici del commercio e del turismo, seminari con forze dell’ordine e iniziative di prevenzione contro microcriminalità e degrado urbano. È una delle novità annunciate da Confcommercio Sud Sardegna durante la giornata nazionale “Legalità, ci piace”, dedicata ai temi della sicurezza e della legalità nel mondo delle imprese. L’associazione lancia così un segnale concreto dopo i dati emersi dall’indagine nazionale Confcommercio, che nel Sud e nelle Isole registra una crescente percezione di insicurezza tra gli operatori del terziario. Il 28,2% delle imprese segnala infatti un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025, mentre rapine e furti vengono indicati come i fenomeni criminali maggiormente in aumento. Tra le criticità più sentite anche la cosiddetta mala movida, con quasi un imprenditore su tre che teme conseguenze legate a vandalismi, degrado urbano e aumento dei rifiuti. Pesante anche il fenomeno del taccheggio, denunciato dal 61,1% delle attività commerciali. Per questo Confcommercio Sud Sardegna ha deciso di rafforzare le attività di prevenzione e supporto agli operatori. Da una parte l’associazione ha chiesto alla Questura e al Comando provinciale dei Carabinieri la disponibilità a organizzare seminari dedicati ai titolari di negozi e pubblici esercizi per imparare a gestire situazioni di rischio e riconoscere episodi sospetti. Dall’altra il Gruppo Donne Confcommercio sta lavorando all’organizzazione di corsi di autodifesa personale rivolti alle imprenditrici e alle lavoratrici del comparto. “I dati confermano una situazione che gli imprenditori vivono ogni giorno sulla propria pelle”, spiega il presidente di Confcommercio Sud Sardegna Marco Mainas. Dello stesso avviso il presidente della Fipe Emanuele Frongia, per il quale “bar, ristoranti e locali affrontano quotidianamente criticità legate a vandalismi, tensioni sociali e mala movida. È fondamentale costruire una rete di prevenzione e sostegno per chi lavora a contatto con il pubblico”, chiarisce. Confcommercio ribadisce infine il ruolo delle attività commerciali come presidio sociale dei territori: “Una città con negozi aperti, illuminati e vivi è una città più sicura”.













