Carenza di servizi sanitari, i residenti in rivolta chiedono al sindaco Beniamino Garau un intervento urgente e mirato: “Facciano sentire la propria voce con forza nei tavoli della ASL Cagliari e in Regione”.
Oltre 23 mila abitanti e per effettuare una visita medica bisogna spostarsi nei comuni vicini e lontani: “Siamo uno dei comuni più grandi e popolosi della Sardegna, eppure per la sanità Capoterra sembra non esistere.
È accettabile che per qualsiasi visita specialistica, esame o pratica amministrativa della ASL dobbiamo essere costretti a prendere la macchina e viaggiare verso Pula, Assemini o Decimomannu? Un disagio enorme che pesa ogni giorno sulle famiglie, sui lavoratori e, soprattutto, sui nostri anziani o su chi non ha la possibilità di spostarsi autonomamente.
Per non parlare della situazione drammatica dei medici di base e dei pediatri: trovare un medico disponibile nel nostro comune è diventata un’impresa, e intere famiglie si ritrovano senza un punto di riferimento per la propria salute o per quella dei propri figli, costrette a turni estenuanti o a spostarsi fuori paese anche solo per una ricetta o una visita di controllo”.
Uno sfogo pubblico quello di una residente appoggiato dai suoi concittadini al fine di mettere in evidenza il grave problema.
“I servizi del nostro territorio vengono continuamente depotenziati o spostati altrove, costringendoci a fare la spola per diritti che dovrebbero essere garantiti sotto casa.
Chiediamo che il nostro Comune e il Sindaco facciano sentire la propria voce con forza nei tavoli della ASL Cagliari e in Regione. Le istituzioni locali devono pretendere i servizi che spettano di diritto a una comunità di oltre 23mila persone. Ma per farlo, la politica ha bisogno di sentire anche la nostra voce”.













