Dura presa di posizione del gruppo consiliare contro il servizio andato in onda a “Fuori dal Coro” inerente alla sicurezza nel cuore di Cagliari.
“Racconta un pezzo di città, quella del disagio e della sofferenza, come se fosse una questione di ordine pubblico e con un linguaggio che ha ben poco a che fare con il giornalismo ma piuttosto con la propaganda contro stranieri e persone emarginate.
In 7 minuti e mezzo la puntata mette insieme video diversi in cui si vedono giovani in piazza del Carmine, e non solo. In alcuni pezzi bevono o fumano, in altri momenti sono semplicemente seduti nella piazza. Le immagini di vecchie risse accostate a quelle più recenti suggeriscono l’idea di un centro storico perennemente in mano a violenti.
Si vedono persone in palese stato di sofferenza mentale a cui vengono puntati telecamera e microfono mentre la giornalista chiede se hanno il permesso di soggiorno. E’ un giornalismo che mostra solo una faccia della storia, quella della marginalità, senza approfondire e puntando l’attenzione solo sulla paura”.
Violenza e spaccio anche alla luce del giorno, insomma, non sono proprio un problema.
“Conosciamo bene la nostra città e le criticità dei suoi quartieri storici, crediamo però che sia profondamente ingiusto raccontarle solo come un tema di sicurezza. Cagliari non è ostaggio degli extracomunitari. Cagliari ha un tasso di criminalità medio rispetto al resto del Paese, e quello che per molti è degrado riguarda problemi sociali, di salute, di povertà ben più complessi di quanto un programma tv di 7 minuti possa raccontare.
La sicurezza è un tema serio e va affrontato con lucidità e coerenza: fare propaganda sulla paura non è la soluzione. Non abbiamo bisogno di telecamere e pubblico, abbiamo bisogno di politiche per contrastare l’emarginazione, la povertà, il disagio sociale, le tossicodipendenze. Su questo ci stiamo impegnando ogni giorno: iniziative concrete per combattere la marginalità e aumentare il senso di sicurezza nei cittadini”.










