Il futuro del Brotzu di Cagliari non può essere affrontato limitandosi alle emergenze quotidiane legate alla carenza di personale, ai posti letto insufficienti o al sovraffollamento dei pronto soccorso. Per CIMO Sardegna, la questione centrale riguarda invece l’identità stessa del principale ospedale di alta specializzazione dell’Isola e il ruolo che la Regione intende attribuirgli nel sistema sanitario regionale.
A rilanciare il tema è Emanuele Cabras, vicesegretario regionale di CIMO Sardegna e segretario aziendale CIMO-FESMED Arnas Brotzu, che chiede una scelta politica e organizzativa netta sul destino dell’ospedale cagliaritano.
“Se il Brotzu deve continuare a rappresentare l’hub regionale delle alte specialità, il punto di riferimento delle reti cliniche più complesse e il motore dell’innovazione sanitaria in Sardegna, allora è necessario che risorse e modelli organizzativi siano coerenti con questa missione”, afferma Cabras. “Non si può attribuire formalmente all’ARNAS funzioni di alta specializzazione e, allo stesso tempo, applicare schemi organizzativi pensati per ospedali generalisti”.
Al centro delle preoccupazioni del sindacato c’è l’applicazione dei parametri organizzativi previsti dalle linee guida regionali sugli atti aziendali, in particolare il rapporto tra strutture semplici e strutture complesse fissato intorno a 1,31-1,33. Secondo CIMO Sardegna si tratta di indicazioni tecniche orientative, derivate da riferimenti ministeriali, ma prive di carattere vincolante.
L’applicazione rigida di parametri standardizzati, secondo CIMO, rischierebbe quindi di produrre un effetto opposto rispetto agli obiettivi dichiarati.
Per CIMO Sardegna, il destino del Brotzu rappresenta infatti una partita decisiva non solo per Cagliari, ma per l’intero sistema sanitario pubblico regionale.









