Burcei, la strada impercorribile allontana i turisti: “Le persone che vengono da noi si lamentano della viabilità. Altri hanno paura di venire fin qui e rinunciano causando un danno economico”. Parlano gli imprenditori del territorio che si uniscono ai cittadini per chiedere una viabilità degna di essere chiamata tale.
Tra curve pericolose, senza segnaletica e protezione adeguata e un’altra arteria promessa e mai realizzata, “si parla tanto di sviluppo ma qui si sopravvive”.
La situazione della provinciale 21, che da Burcei conduce verso la vecchiaia SS 125, ha ormai superato il livello di guardia. Non è solo disagio ma pericolo quotidiano reale.
Chi percorre questa strada lo sa bene. Buche, terriccio, avvallamenti, cunette ostruite da frane, guardrail divelti e arrigginiti e con la pioggia e la nebbia la situazione peggiora drasticamente.
A rendere tutto più grave è la mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria da parte della città metropolitana di Cagliari.
La realizzazione della nuova strada BURCEI – SINNAI – MARACALAGONIS, attesa da oltre 25 anni avrebbe garantito collegamenti più sicuri e veloci. Una promessa rimasta tale, mentre la situazione peggiora di giorno in giorno.
Abbiamo raccolto le voci di chi vive questa situazione sulla propria pelle.
Salvatore Malloru, imprenditore turistico, non usa mezzi termini: “Si parla tanto di sviluppo ma qui si sopravvive. Le persone che
vengono da noi si lamentano della viabilità. Altri hanno paura di venire fin qui e rinunciano causando un danno economico”.
Andrea Lobina, dipendente forestale, evidenzia il pericolo quotidiano:”Ci sono punti in cui è facile perdere il controllo del mezzo.
Non è normale andare al lavoro con questa ansia,”
Giuseppe Lorrai, autista, denuncia: “Ogni giorno rischiamo incidenti. I mezzi subiscono danni continui, ma il problema vero è che prima o poi succederà qualcosa di grave”.
Anche i dettagli apparentemente insignificanti possono fare la differenza.
“Con la nebbia, che qui è frequente, la visibilità diventa quasi nulla. Gli occhi di gatto sono fondamentali per orientarsi e mantenere la traiettoria. Senza di questi il rischio di incidenti aumenta in modo significativo” osserva Francesca Pitzalis.
Il quadro si fa più allarmante con i soccorsi. Diego Atzeni, presidente della Misericordia di Burcei è netto: “Intervenire rapidamente è pressoché impossibile. A causa delle condizioni della viabilità i tempi si allungano e questo puo’ costare vite umane”.
Per i pendolari Luigi Meloni: “Non è più solo stanchezza. È pericolo, è paura,è stress”.
Il commercio locale già fragile, è
in affanno.
Mariella Meloni, commerciante, racconta:” La gente va via da Burcei anche a causa della viabilità. E chi può darle torto? E con la diminuzione dei clienti diminuisce anche il volume d’affari.”
I giovani, come Michela Maccioni, vivono negativamente l’isolamento: “Ci sentiamo tagliati fuori. È come se il nostro futuro valesse meno rispetto a quello dei nostri coetanei”.
Marco Arrais, libero professionista, punta il dito contro le istituzioni: “Qui non manca solo la strada.
Mancano anche l’attenzione ed il rispetto verso un’intera comunità”.
Ma ciò che colpisce di più è la percezione diffusa di un totale menefreghismo da parte della città metropolitana di Cagliari.
Nessuna risposta concreta, nessun intervento risolutivo, solo silenzi e promesse disattese. Una distanza non solo geografica ma, specialmente, istituzionale.
A chiudere la dichiarazione di Vittorio Monni che sintetizza il sentimento di un’intera comunità: “Non chiediamo privilegi, chiediamo solo sicurezza e dignità invece riceviamo vane promesse ed indifferenza. La cosa più grave è che Burcei si sta svuotando, giorno dopo giorno. Le persone se ne vanno perché qui diventa impossibile vivere, lavorare, costruire un futuro.
La viabilità non è un dettaglio: è ciò che tiene in vita un territorio. E quando viene lasciata marcire, si condanna un intero territorio allo spopolamento. Questo non è solo abbandono, è una pesantissima responsabilita che qualcuno dovrà assumersi.”










