Assemini, allarme al cimitero comunale: “Salme lasciate anche per quindici giorni in locali non idonei”.
Un grido di indignazione, prima ancora che di protesta civile. Ad alzarlo sono i familiari dei defunti, tra cui un cittadino che nei giorni scorsi ha perso la madre e che oggi denuncia pubblicamente una situazione che definisce “non più tollerabile” all’interno del cimitero comunale. Secondo quanto segnalato dal cittadino, alcune salme resterebbero per giorni — in alcuni casi anche fino a quindici — in spazi provvisori ritenuti non adeguati alla custodia funeraria, in attesa di sepoltura o sistemazione definitiva. Una condizione che solleva interrogativi non soltanto sul piano umano e morale, ma anche sotto il profilo del rispetto delle normative sanitarie e cimiteriali.
“Non è possibile assistere a un simile degrado nel momento più delicato e doloroso per una famiglia”, denuncia l’uomo. “Ci si domanda che Paese siamo diventati se non riusciamo nemmeno a garantire dignità ai nostri morti.” Il tema tocca infatti un punto profondissimo della vita collettiva: il rispetto dovuto ai defunti e alle loro famiglie. In qualunque comunità civile il cimitero rappresenta un luogo sacro della memoria, del raccoglimento e della dignità umana. Per questo la permanenza prolungata delle salme in ambienti non pienamente idonei rischia di trasformarsi non solo in un problema organizzativo, ma in una ferita civile e culturale per l’intera comunità.
Sotto accusa finisce soprattutto il ritardo nell’ampliamento dell’area cimiteriale, intervento atteso da tempo e considerato ormai urgente da molti cittadini. La domanda che si leva con forza è semplice: perché i lavori non sono stati completati in tempi adeguati, nonostante la situazione fosse nota da mesi? La normativa nazionale in materia di polizia mortuaria prevede precise condizioni igienico-sanitarie per la custodia temporanea delle salme e impone agli enti locali la responsabilità di garantire spazi adeguati, decorosi e conformi ai requisiti previsti dalla legge. Proprio per questo, la vicenda rischia ora di aprire anche un serio fronte amministrativo e politico.
Nel frattempo cresce il malcontento tra le famiglie asseminesi, molte delle quali chiedono risposte immediate e un intervento urgente da parte dell’amministrazione comunale affinché venga restituita dignità a un luogo che dovrebbe rappresentare rispetto, memoria e civiltà.










