Centro di poche migliaia di persone che cresce anno dopo anno grazie a chi decide di lasciare il proprio Paese per vivere a Samassi: una realtà che negli ultimi anni si è sempre più rafforzata, un passa parola tra immigrati e migranti in cerca di serenità, stabilità e un futuro migliore. Tutti lavorano, soprattutto nei campi, escono la mattina presto e rientrano per la pausa pranzo. Poi vanno nuovamente al lavoro per far rientro a casa la sera. Si incontrano in strada, nei negozi e l’usanza è salutarsi anche senza conoscersi.
Sono ragazzi, uomini, donne e bambini: i nuovi arrivi, per niente spaesati, sanno già di essere i benvenuti e non nascondono la gioia. Si incontrano sorridenti accompagnati dai loro connazionali alla scoperta del territorio e salutano a tutti coloro che incontrano. Sempre più spesso, dopo qualche mese di permanenza, arrivano anche le famiglie lasciate in patria. Sono fidanzate, mogli e figli. C’è poi chi si sposa e crea la sua famiglia a Samassi. Tanti fiocchi azzurri e rosa colorano il paese che, in un contesto nazionale e regionale che discute e si divide sulla questione immigrazione, insegnano alle grandi realtà come l’integrazione sia non solo possibile, bensì una ricchezza per l’intera comunità.
“Sono orgogliosa del nostro paese e del grado di ospitalità che offre” spiega la sindaca a Casteddu Online.
Questo processo è in corso da anni, ben promosso anche dall’ex sindaco Enrico Pusceddu.
Qualche dato: “A Samassi ci sono numerosi residenti di altre nazionalità, al momento ci sono residenti del Nord e Sud America, Europa, Asia e Africa, complessivamente 27 nazionalità diverse. Bisogna tener conto che diversi stranieri hanno anche chiesto e ottenuto la cittadinanza italiana, per cui avendo la nostra cittadinanza non figurano più tra gli stranieri.
La comunità più numerosa è quella indiana, ma ci sono anche tanti senegalesi, rumeni e cinesi.
La multiculturalità è senz’altro una ricchezza, perché i nostri immigrati sono bene inseriti nel mondo lavorativo e le famiglie con bambini inseriscono i loro figli fin dai primi anni nella scuola dell’infanzia, seguendo l’educazione locale senza trascurare la loro cultura. I bambini che frequentano la scuola aiutano le famiglie d’origine a imparare la lingua italiana e sono ben integrati con i compagni. Alcuni hanno le idee ben chiare anche su come vedono il loro futuro”.
Ogni anno si svolge una festa in piazza: ognuno porta le pietanze tipiche del proprio paese, creando un maxi banchetto multietnico di colori, sapori e profumi che sanno di casa, di comunità, di unione e fratellanza.
La festa di tutti, insomma, per celebrare quanto sia naturale vivere bene anche lontano dal proprio paese d’origine.
“Per rafforzare la percezione della multiculturalità a Samassi, facciamo quest’anno il primo festival letterario che parla proprio di multiculturalità, di intrecci tra culture siano esse musicali, culturali, enogastronomiche o altro. Il Festival letterario si chiama POLICROMIE e avrà luogo in diversi spazi del paese dal 12 al 16 giugno 2026”.
Una piccola realtà quella di Samassi che, in silenzio e senza clamore, ha dimostrato alle grandi città come si può vivere bene, tutti insieme, e diventare un esempio da seguire.












