Polemiche al Brotzu tra sindacati, dopo le accuse mosse da USB Sanità scatta la protesta da Uil FP: “Perse per sempre le progressioni 2025? La proposta della maggioranza della RSU per il nuovo regolamento DEP non è nata per caso, ma da un obiettivo politico e sociale chiaro: fermare l’emorragia di personale”.
“In questi giorni abbiamo assistito all’ennesimo esercizio di retorica da parte di chi, pur non avendo il peso della rappresentatività né a livello nazionale né aziendale, si diletta nel gioco del “tanto peggio, tanto meglio”. È curioso notare come, mentre la maggioranza della RSU e le sigle maggiormente rappresentative consumano ore ai tavoli per costruire soluzioni, ci sia chi preferisce interpretare il ruolo di Casper il fantasmino: invisibile durante il confronto costruttivo, ma prontissimo a trasformarsi in un “leone da tastiera” non appena c’è da soffiare sul fuoco del malcontento” spiega UIL FP.
La “verità” sul Regolamento DEP 2025: “Una scelta di equità” viene definita. La proposta della maggioranza della RSU per il nuovo regolamento DEP non è nata per caso, ma da un obiettivo politico e sociale chiaro: fermare l’emorragia di personale. “Volevamo dare un segnale forte ai nostri giovani professionisti e a tutti quei colleghi che, pur lavorando con dedizione da anni, si ritrovano ancora con “zero fasce”.
L’obiettivo? Premiare chi non ha mai beneficiato di progressioni economiche, inserendo un punteggio aggiuntivo per dare finalmente una possibilità a chi è sempre rimasto indietro.
La visione: Rendere l’ARNAS Brotzu un’azienda attrattiva, dove restare non sia un sacrificio ma un’opportunità, evitando che i nostri talenti cerchino fortuna altrove.
Ci appare quanto meno singolare che il Collegio dei Revisori dell’Azienda abbia sollevato dubbi sulla certificabilità di un regolamento che è stato redatto sulla falsa riga di quelli già approvati e certificati in altre ASL della Sardegna. Evidentemente, ciò che è legittimo altrove, al Brotzu diventa materia di dibattito filosofico. È un peccato che questo “messaggio di equità” non sia stato colto dai revisori e, a quanto pare, nemmeno da qualche rappresentante dei lavoratori che preferisce la polemica sterile alla tutela reale dei colleghi”.
Non un passo indietro: “Nonostante i tentativi di boicottaggio mediatico e le lungaggini burocratiche, la nostra lineanon cambia”.
Modifiche in corso: “Siamo già al lavoro per apportare i correttivi tecnici richiesti dai revisori, mantenendo però intatto lo spirito della norma, continueremo a batterci affinché le progressioni non siano un privilegio per i “soliti noti”, ma un diritto accessibile anche a chi finora è rimasto al palo. A chi preferisce fare lo spettatore critico (o il fantasma distruttivo), lasciamo volentieri l’uso dei social. Noi preferiamo continuare a usare i tavoli delle trattative, perché la dignità dei lavoratori del Brotzu si difende con le proposte, non con i comunicati acchiappa-like”.










