Emergono ancora molte cose dal mondo nascosto di Matteo Messina Denaro, 25 settembre 2023 dopo 30 anni di latitanza Un’inchiesta attuata grazie alla segnalazione di una banca dell’ Andorra ha portato alla confisca di beni del noto boss per circa 200 milioni di euro. L’ingente patrimonio era gestito dal 66enne Giacomo Tamburello, a capo anche dei traffico per conto di Messina Denaro e fermato dalle forze dell’ordine con la compagna e il figlio. Somme altissime che nel corso di un ventennio Tamburello reinvestiva in azioni, titoli, attività commerciali e immobili giustificandoli come eredità ed investimenti edili andati a buon fine. Un giro economico enorme, quindi, con beni di immenso valore come resort extralusso tra Marbella e Malaga e la costituzione di diverse società in tutta Europa.
Non si contano poi i beni di lusso privati come ville e conti correnti fra Lussemburgo, Isole Cayman, Gibilterra e Spagna.
L’inchiesta, coordinata da Maurizio de Lucia della Dda di Palermo, ha portato quindi alla ricostruzione minuziosa del giro d’affari per conto di Denaro e la ricchezza accumulata negli anni fa Tamburello. Nella nota, il gip spiega che le attività illegali “sono sempre state caratterizzate da un consapevole rapporto di contiguità funzionale con Cosa nostra, con particolare riferimento alla famiglia di Campobello di Mazara e, più in generale, al mandamento di Castelvetrano, a cui è risultato collegato attraverso esponenti di spicco”.











