Mandas, dalla solidarietà alla polemica, il sindaco Oppus: “Quando si ha fame non bisogna spendere i soldi in barattoli di birra e sigarette elettroniche”.
Dura replica dopo l’intervento dell’arma che, in seguito a una richiesta di aiuto, ha comperato cibo e beni di prima necessità a una famiglia. Un gesto che non è passato inosservato quello in cui si sono prodigati i militari che, senza pensarci due volte, hanno fatto colletta e donato una spesa a un nucleo familiare che ha chiesto aiuto. “Non abbiamo da mangiare”: sono bastate queste parole per mettere in azione chi si adopera per tutelare la sicurezza delle persone. Un nobile gesto, insomma, passato poi in secondo piano rispetto alle dichiarazioni del primo cittadino espresse sui social.
Si scaglia contro i giornalisti e chi ha commentato senza conoscere l’altra campana e difende a spada tratta l’operato dei servizi sociali e del Comune.
“Ho appena terminato di leggere tutte le testate giornalistiche ed i social network con relativi commenti (compresi i siti delle tv) su quanto riportato sul caso di Mandas e i commenti delle persone che non conoscono Mandas (ho letto interventi da Albano Laziale, Roma, Milano, Ploaghe miracolosamente tutti informati).
Da giornalista penso che qualche testata prima di ricopiare il comunicato stampa ricevuto avrebbe fatto bene, per deontologia, sentire l’Ufficio Sociale del Comune per sentire anche la versione di chi segue i problemi sociali ogni giorno e raccontare meglio la situazione citata.
Personalmente penso che prima di commentare (soprattutto quando non si conoscono le situazioni) ci si debba informare e sulla base delle nozioni mettersi qualche qualche problema.
Faccio un esempio per evitare incomprensioni: se un nucleo familiare percepisce 1.400-1500 euro mensili circa e’ evidente che nascano problemi se non si arriva a fine mese.
E altresi evidente che quando uno ha un problema penso debba rivolgersi personalmente ai servizi sociali che hanno sempre ascoltato e sono intervenuti su tutti i casi in particolare le emergenze. Personalmente rinnovo la fiducia , la stima e la vicinanza al personale del Comune.
Lo stesso si puo’ dire del Parroco e della Caritas parrocchiale sempre puntuali e presenti (direi in alcuni casi anche troppo visto che non tutti gli alimenti sono ben accetti). Anche a loro stima e vicinanza per il grande lavoro che fanno.
Poi se si vuol parlare tanto per parlare e’ un altro discorso. Commentare senza conoscere ancora peggio.
Da Sindaco ho gia’ ribadito, scrivendo, quanto gia’ scritto in tempi non sospetti sul fatto che in certe situazioni devono intervenire altre istituzioni di tutela. E sul punto saro’ deciso e fermo.
Su due cose non derogo: legalita’ e dignita’.
Poi, sempre a titolo di esempio che vale universalmente, quando si ha fame non bisogna spendere i soldi in barattoli di birra, sigarette elettroniche etc. etc.
Lo dobbiamo ai nostri figli e soprattutto a tutti i padri e madri di famiglia che si alzano alle 6 del mattino per andare a lavorare e portano avanti la famiglia in silenzio magari con 700-800 euro al mese”.
Nuove comunicazioni sono previste per oggi, spazio aperto alla discussione, insomma, e “tanto per essere chiari il Sindaco e gli Assessori non interferiscono e mai hanno interferito nelle valutazioni dell’Ufficio Sociale”.









