In viaggio per la Sardegna per conoscere cultura e tradizioni: Ubaldo Monteforte, 41enne di Caserta, arriverà a Cagliari in bicicletta. Nel 2019 un grave incidente sul lavoro cambia radicalmente la sua vita: una lunga riabilitazione, mesi difficili, poi l’incontro con il ciclismo. Da lì prende forma il progetto Bikefoodie che unisce sport, viaggio e cultura gastronomica.
Il 20 maggio partirà il viaggio nell’isola: un racconto in bici alla scoperta delle realtà locali e della cultura del “fatto in casa”
La Sardegna da attraversare lentamente, senza scorciatoie. Pedalata dopo pedalata, lungo strade secondarie, dentro piccoli paesi, tra laboratori artigiani, cucine domestiche, ristoranti, agriturismo, e racconti di comunità. Monteforte partirà da Alghero e per la prima volta porterà il suo racconto itinerante nell’isola. Quarantuno anni, originario di Caserta e residente alle porte di Bologna, Monteforte ha trasformato la bicicletta in uno strumento di narrazione del territorio. Non semplicemente un mezzo di trasporto, ma un modo per entrare nei luoghi senza consumarli, rallentando il ritmo per osservare, ascoltare e comprendere. Il percorso toccherà Alghero, Bosa, Cabras, Oristano, Cuglieri, Gonnosfanadiga, Carloforte e Cagliari e la tappa nel Campidano, con Assemini e San Sperate, seguendo una geografia fatta non solo di paesaggi, ma soprattutto di persone e tradizioni.
Al centro del viaggio c’è infatti il progetto “Fatu in Domo”, ideato dall’antropologa Veronica Matta, che da anni lavora sulle forme della cultura domestica e sulle economie quotidiane legate al cibo e al “fatto in casa”. Non una semplice espressione dialettale, ma un sistema culturale che custodisce saperi tramandati, gesti ripetuti nel tempo, microproduzioni familiari e identità locali. Una Sardegna che si racconta nelle case prima ancora che nei ristoranti. “Quando ho immaginato “Fatu in Domo” – spiega Matta – pensavo alle cucine di casa, ai gesti silenziosi, ai profumi che arrivano prima delle parole. Vedere oggi questo progetto attraversato in bicicletta significa capire che non è più soltanto un’idea, ma una pratica viva che cammina tra le comunità”. Per Monteforte, Bikefoodie nasce prima di tutto da una storia personale di rinascita. Nel 2019 un grave incidente sul lavoro cambia radicalmente la sua vita: una lunga riabilitazione, mesi difficili, poi l’incontro con il ciclismo. Da lì prende forma un progetto che unisce sport, viaggio e cultura gastronomica. “Bikefoodie – racconta – è il mio diario di vita, la bicicletta mi ha insegnato a guardare il mondo con occhi diversi. Pedalare lentamente permette di fermarsi, parlare con le persone, assaporare davvero i territori”. Monteforte viaggia con una bici muscolare — quest’anno passerà a una gravel racing — e organizza tappe tra i 70 e i 100 chilometri al giorno, lasciandosi il tempo necessario per incontrare produttori, artigiani e cuochi locali. “Il principale obiettivo – spiega è conoscere i prodotti autentici ma dietro ogni prodotto ci sono persone e storie che spesso finiscono per diventare ancora più importanti del cibo stesso. Entro da visitatore ed esco quasi sempre sentendomi parte della famiglia”. Nel viaggio sardo il racconto gastronomico si intreccia inevitabilmente con l’identità dell’isola. Dalle panadas ai malloreddus alla fregula, passando per la bottarga di Cabras e il tonno di Carloforte, fino ai dolci della tradizione tra seadas, bellijedus e mustazzoleddus de mendula. “L’impegno per preservare ricette e tradizioni è fondamentale – osserva Monteforte – oggi rischiamo di perdere gesti che i nostri nonni consideravano naturali. Il “fatto in casa” non è nostalgia: è cultura, è identità, è un modo di vivere il territorio”. Nei suoi viaggi ha già attraversato dodici regioni italiane. L’obiettivo dichiarato è completare presto tutte e venti, costruendo una grande mappa delle realtà enogastronomiche autentiche del Paese. Un lavoro che, anticipa, potrebbe trasformarsi anche in una guida dedicata alle storie incontrate lungo il cammino. Quanto al viaggio in Sardegna, Monteforte non nasconde le aspettative: “Mi aspetto accoglienza vera, sapori autentici e panorami capaci di sorprendere. Se dovessi descrivere questa esperienza in tre parole sceglierei gusto, calore e natura”.












