“Quella che si sta consumando nelle carceri italiane e della Sardegna è una strage nel silenzio generale”: con queste parole Testa commenta la morte del detenuto. Ogni episodio “è il risultato di un sistema penitenziario al collasso, fatto di sovraffollamento, abbandono e totale assenza di risposte sulla salute mentale”.
Un appello rivolto alle istituzioni: “Lo Stato ha il dovere di garantire dignità e tutela della vita anche a chi è detenuto, e oggi questo dovere viene sistematicamente tradito. Le carceri sono diventate luoghi di disperazione, dove si continua a morire nell’indifferenza della politica”.
Serve, insomma, “un intervento immediato: meno propaganda e più responsabilità. Continuare a ignorare questa emergenza significa esserne complici”.










