Dopo le preoccupazioni relative ai casi di Hantavirus, l’Oms considera al massimo livello di rischio la Repubblica Democratica del Congo per quanto riguarda l’Ebola. In Europa il rischio è al momento basso, ma sulla questione è intervenuto il noto virologo Fabrizio Pregliasco.
L’esperto sostiene che “in un mondo globalizzato non esiste il rischio zero, è corretto essere chiari con i cittadini. La possibilità di casi importati anche in Europa non può essere esclusa completamente”.
Pregliasco spiega che “la situazione epidemiologica in Congo merita la massima attenzione da parte della comunità internazionale. L’innalzamento del livello di rischio nazionale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il virus Bundibugyo Ebola rappresenta un segnale importante, soprattutto in un contesto caratterizzato da instabilità politica, violenze, difficoltà sanitarie e movimenti di popolazione”.
Il virologo però specifica che “oggi non vi sono elementi che facciano pensare a una diffusione epidemica incontrollata nel nostro Paese o in Europa. L’Ebola non è un virus a trasmissione aerea come influenza o Covid-19. La trasmissione avviene attraverso contatti stretti con fluidi biologici infetti. Questo consente, nei sistemi sanitari avanzati, un controllo molto più efficace tramite isolamento, dispositivi di protezione, tracciamento e protocolli infettivologici consolidati”.
In riferimento al nostro Paese, Pregliasco sostiene sia comunque necessario “mantenere alta la vigilanza sanitaria senza alimentare paure ingiustificate”, precisa Pregliasco, secondo cui la vera sfida è sostenere concretamente il Congo e le aree colpite, rafforzando la cooperazione internazionale, la risposta sanitaria sul campo e la tutela delle popolazioni più fragili. “Le epidemie si combattono prima di tutto nei territori dove nascono, con solidarietà globale, prevenzione e investimenti nella salute pubblica”.













