La gestione della posidonia torna al centro del dibattito politico. La consigliera comunale di Fratelli d’Italia Stefania Loi interviene dopo le dichiarazioni del sindaco Massimo Zedda sul ruolo del maestrale nello spostamento naturale della posidonia dalle spiagge.
Secondo Loi, il problema non può essere affrontato con “battute o semplificazioni”, perché gli accumuli massicci di posidonia durante la stagione estiva incidono direttamente sulla fruibilità delle spiagge e sull’economia turistica del territorio.
“La posidonia non è un rifiuto da eliminare indiscriminatamente, ma una risorsa naturale fondamentale per la difesa delle nostre coste”, sottolinea la consigliera. “Protegge le spiagge dall’erosione invernale e contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema marino. Su questo non esiste alcuna contrapposizione”.
Loi evidenzia però come, nei mesi di maggiore afflusso turistico, la presenza di grandi accumuli non gestiti possa compromettere l’immagine della città e creare difficoltà agli operatori balneari, alle attività commerciali e all’intero comparto turistico.
“Dire che ci penserà il maestrale, come fa da milioni di anni, può forse funzionare come slogan, ma non può rappresentare una strategia amministrativa”, afferma. “La natura ha i suoi tempi, mentre il turismo ne ha altri”.
La consigliera richiama quindi gli esempi adottati in diversi territori costieri italiani ed europei, dove – sostiene – è stata superata la contrapposizione tra immobilismo e rimozioni indiscriminate attraverso una “gestione stagionale intelligente”.
Tra le proposte indicate: il mantenimento della posidonia durante l’inverno come barriera naturale contro l’erosione; la raccolta mirata e temporanea nei mesi estivi; il recupero e la valorizzazione del materiale attraverso filiere innovative legate a cosmesi, fertilizzanti, bioedilizia e materiali ecologici.
“Un approccio che trasforma un problema in opportunità economica, ambientale e occupazionale”, conclude Loi, ribadendo che la vera sfida “non è scegliere tra ambiente e turismo, ma dimostrare che una città moderna è capace di tutelare entrambi attraverso programmazione, competenza e visione. Perché tra aspettare il maestrale e governare un fenomeno naturale, la differenza è semplice: nel primo caso si spera, nel secondo si amministra”.












