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Cagliari, dopo 11 anni chiude il centro sociale Sa Domu: “Non possiamo sopperire ai problemi strutturali”

La nota, diramata via social, parla di “problemi strutturali” ai quali non si può più far fronte e di mancanza di sicurezza.

di Claudia Assanti
14 Ottobre 2025
in cagliari, zapertura1

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Cagliari, dopo 11 anni chiude il centro sociale Sa Domu: “Non possiamo sopperire ai problemi strutturali”

Dopo 11 anni di occupazione arriva l’annuncio ufficiale: chiude ufficialmente lo studentato Sa Domu nel quartiere Castello di Cagliari. 

La nota, diramata via social, parla di “problemi strutturali” ai quali non si può più far fronte e di mancanza di sicurezza.

“È difficile scrivere un comunicato d’addio, almeno quanto è difficile resistere alle intemperie di un’occupazione durata quasi 11 anni”, si legge nel lungo e toccante post social. “È difficile mettere la parola fine rispetto all’esperienza politica antagonista più longeva della nostra città. È difficile lasciare alle parole quello che i nostri occhi hanno visto, quello che le nostre mani hanno toccato, quello che le nostre orecchie hanno ascoltato in questi lunghi anni di militanza nello spazio.”

“Non ce ne andiamo per diatribe interne, né perché siamo minacciati da chicchessia, né perché il quartiere non ci vuole più o perché abbiamo timore del clima politico repressivo che si respira da tempo”, specifica il comunicato.

“Purtroppo, non potendo sopperire ai problemi strutturali, non possiamo più garantire la sicurezza delle persone che attraversano lo spazio di via Lamarmora 126.

Nonostante mesi di ispezioni, rilievi e consulti con strutturisti, architetti ed ingegneri, abbiamo constatato che non siamo in grado di venire a capo della situazione creatasi, non ci sentiamo di fare forzature se non l’ultimo gesto di abbandonare lo spazio che ci ha ospitato per tutti questi anni.”

“Lo facciamo”, spiegano, “senza mai aver preso in considerazione di collaborare con istituzioni e affini, né di creare ridicole alleanze a discapito del movimento cagliaritano e delle nuove generazioni che stanno conquistando sempre più protagonismo per le strade di Cagliari. Una mentalità che, peraltro, ha contraddistinto la nostra azione dal primo giorno di occupazione.

Dal 12 dicembre 2014 ci siamo presi cura in ogni modo di un edificio in stato di completo abbandono che, fino a quel momento, era gestito dalla provincia di Cagliari (ora città metropolitana). Con il nostro lavoro, i benefit, tantissimo aiuto da tutte le compagne, i compagni, solidali del capoluogo e non solo, abbiamo messo in sicurezza, ricostruito gli impianti nodali di funzionamento e riattivato lo spazio in tutto il suo splendore, regalando alla città le stagioni politiche più intense e belle delle ultime decadi.Nell’ultimo anno siamo felici abbiano preso piede assemblee, manifestazioni, allenamenti nella palestra popolare, l’inizio del percorso della saletta musicale, nuovi collettivi sono nati e hanno preso sede nello spazio. Sono andate in porto iniziative incredibili come un compleanno lungo dieci giorni, ci siamo riempiti il cuore con la partecipazione di migliaia di persone al primo maggio e con la tre giorni internazionale di Hackmeeting che ci ha emozionato oltremodo. Ma non sono mancati approfondimenti, seminari, presentazioni di libri, poetry slam e dub session.

L’assemblea di gestione dello spazio di via Lamarmora 126 dichiara chiusa l’esperienza politica di Sa Domu. Tutto ciò che da oggi in poi dovesse succedere all’interno e all’esterno dello spazio non deve essere riconducibile a Sa Domu e alla sua storia. Con onestà e umiltà, mettiamo la struttura in mano alla collettività, a chi vorrà prendersene cura, decliniamo qualsiasi responsabilità su chi, cosa e come gestirà queste care, vecchie, 4 mura. Vorremmo che il nome di Sa Domu  venga relegato alla storia, e non venga associato o utilizzato da qualsivoglia gruppo o individualità. Non ci sarà alcuna entità che potrà rispondere a nome nostro su questo comunicato o mettere bocca su un pezzo di vita cagliaritana, del movimento tutto, che non verrà mai dimenticato.

Abbiamo già visto all’orizzonte gli sciacalli e le iene pronte a mangiare sul lauto banchetto che abbiamo lasciato,  quelle con cravatta e borsello pieno, pronte a speculare su uno spazio enorme, al centro della nostra città. A loro e chi li aiuta auguriamo il peggio.

E concludono: “Che una nuova stagione di lotte abbia inizio, sperando che da un funerale parta nuova vita e linfa per il movimento, sempre convinti di essere dalla parte giusta della storia.”

Tags: Cagliarisa domu
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