Simona Cinà, l’autopsia rivela: “Morte per annegamento”
Secondo i primi risultati emersi, la 21enne sarebbe morta per annegamento: nei polmoni è stata infatti ritrovata dell’acqua.
Secondo i primi risultati emersi, la 21enne sarebbe morta per annegamento: nei polmoni è stata infatti ritrovata dell’acqua.
“Non beveva, non assumeva sostanze: era una sportiva”, afferma il giovane. “Aveva la fissazione per la forma fisica e la salute. Il che non significa che di tanto in tanto in gruppo non bevesse una birra, ovviamente. Era una ragazza normale ma io non l'ho vista mai nemmeno brilla".
L’amica Francesca conferma i dubbi espressi anche dai familiari: “Nessuno ha ecceduto con l'alcol. Era una serata di divertimento sano. Ci siamo divertite, come facevamo sempre con tutti i nostri compagni atleti. E lei stava benissimo".
"Forse è stato un malore – ha detto oggi in tv la gemella Roberta –. Sicuramente non siamo stati avvisati in tempo. Simona non è stata aiutata come doveva e non riusciamo a capire perché nessuno dei presenti ci dice niente”.
“Simona era una salutista attentissima all'alimentazione – sostiene l’avvocato della famiglia – non beveva. Cosa le è successo?".
“Il tuo nome, che porto con orgoglio, è un costante promemoria del tuo coraggio e della tua dedizione alla giustizia. La tua storia, il tuo sacrificio mi hanno insegnato l'importanza di lottare per ciò che è giusto, anche di fronte alle difficoltà.”
Tre giovani hanno perso la vita: Salvatore Turdo di 23 anni e Massimo Pirozzo di 26, mentre un terzo, Andrea Miceli, 26 anni, è morto stamattina all’ospedale Civico. Stando a quanto trapelato, una delle vittime, Andrea Miceli, sarebbe riuscito a mettere in salvo la fidanzata chiudendola in macchina prima di essere colpito.
Due giovani sono morti dopo l’arrivo negli ospedali Ingrassia e Civico del capoluogo: Salvatore Turdo di 23 anni e Massimo Pirozzo di 26, mentre un terzo, Andrea Miceli, 26 anni, è deceduto stamattina all’ospedale
Il piccolo, stando alle prime ricostruzioni, avrebbe perso il controllo del mezzo- che non poteva essere guidato in strada- finendo contro un muretto.
Un operaio di soli 35 anni, Pietro Zito, è morto a seguito dei gravissimi traumi riportati dopo essere stato schiacciato da una porta blindata che stava trasportando.
All’origine della violenza sembra esserci un rimprovero da parte del giovane per l’alta velocità con cui i due ragazzi avevano attraversato la strada.
Da quanto si apprende, la scolaresca era diretta appunto in Sicilia e a dare l’allarme è stata la compagna di cabina della 17enne.
All’epoca dei fatti la giovane era ancora minorenne e ha partecipato in modo attivo alla torture di “purificazione” dei giorni precedenti sulla madre e i fratelli. Ritenuto capace di intendere e di volere il padre, Giovanni Barreca.
Stando alle prime ricostruzioni, ad i cani coinvolti sarebbe un maschio e una femmina di razza Corso appartenenti a un vicino.
La giovanissima paziente sarebbe ritornata nel reparto di neuropsichiatria solo alle due di notte, sotto effetto di droga e alcol.
Per ora, il neonato è ancora affidato all’amore del personale dell’ospedale siciliano ma se la madre dovesse rinunciare definitivamente alla patria potestà potrà essere adottato.
Casteddu Online – P.I. IT03410570927 Testata registrata presso il tribunale di Cagliari n. 5/12
Hosting gestito da Monrif Net Srl
Via Mattei, 106, 40138 Bologna (BO)
P.Iva 12741650159
La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13