San Sperate, cresce l’allarme sicurezza nell’area commerciale di Conforama. Violenza e minacce sono all’ordine del giorno, gruppi di uomini “molestano le ragazze, scippano le donne nei parcheggi anche della spesa appena comprata”. I commercianti si mobilitano: “Stiamo organizzando una raccolta firme e programmando una manifestazione per chiedere l’intervento del Prefetto. Provengono principalmente dal centro vicino che ospita i migranti, alcune guardie giurate non vengono più a lavorare, chiamiamo le forze dell’ordine che prendono i nominativi ma, dopo un’ora, questi individui sono nuovamente qui”.
Clima di forte tensione nell’area commerciale attorno al centro Conforama di San Sperate, dove commercianti e operatori denunciano da tempo una situazione che definiscono “non più sostenibile”. A lanciare l’allarme sono i titolari delle attività presenti nel polo commerciale, che parlano di un progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza, con ripercussioni dirette sul lavoro quotidiano, sulla presenza dei clienti e sulla vivibilità dell’intera area. “Il nostro fatturato è sceso del 70% – spiega il titolare di due esercizi commerciali dediti alla ristorazione – abbiamo 15 dipendenti che hanno paura di venire al lavoro. Non ci sentiamo al sicuro, entrano in gruppo, alcuni scalzi, ma soprattutto armati. A volte li affronto, ma ho paura anche io. Abbiamo inoltrato le segnalazioni alla direzione del centro commerciale chiedendo più controlli, più vigilanza, ma intanto i clienti si vedono sempre meno e le nostre attività stanno morendo. Sta morendo il centro commerciale, alcuni negozi storici hanno già chiuso. Abbiamo fatto degli investimenti importanti e non è giusto che il nostro lavoro debba finire così”.
Negli ultimi mesi sono aumentati episodi di furti, tentativi di scippo, tensioni e comportamenti aggressivi che stanno generando forte preoccupazione sia tra i lavoratori sia tra i frequentatori del centro. “La gente ha paura, molti clienti ci dicono apertamente di non sentirsi più tranquilli”, raccontano alcuni esercenti, esasperati da una situazione che definiscono ormai fuori controllo.
Provengono soprattutto dal centro di accoglienza, struttura che — secondo le accuse dei commercianti — avrebbe ormai superato la propria capacità gestionale. Gli operatori chiedono che il problema venga affrontato in termini di ordine pubblico e organizzazione territoriale, evitando generalizzazioni, ma sottolineando come l’attuale situazione stia producendo un clima di forte insicurezza.
“Abbiamo investito risorse importanti nelle nostre attività e oggi ci sentiamo lasciati soli”.
Anche il personale addetto alla vigilanza privata, a quanto riferito, si troverebbe spesso in difficoltà nel gestire episodi di tensione o comportamenti problematici.
Da qui l’appello rivolto alle istituzioni: al Questore, ai sindaci del territorio e agli enti competenti viene chiesto un intervento urgente per rafforzare controlli, presidio e misure di sicurezza nell’area commerciale. L’obiettivo, spiegano gli operatori, è “ripristinare regole certe e garantire condizioni minime di serenità per chi lavora e per chi frequenta il centro”.
La richiesta principale resta quella di non lasciare soli commercianti, dipendenti e cittadini in una situazione che, giorno dopo giorno, viene percepita come sempre più difficile da gestire.










