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Il vaso di Pandora di Mandas: esposto in Procura di Oppus su sms e strane telefonate del parroco

di Redazione Cagliari Online
8 Ottobre 2018
in area-vasta, Cronaca

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A Mandas, oramai, è come si fosse aperto un nuovo vaso di Pandora. Prima i documenti del Comune allegati dai consiglieri di minoranza Riccardo Giua, Paolo Rocchitta, Ignazio Pilia e Severino Anedda in un esposto alla Procura contro l’ex Sindaco Umberto Oppus che i Segretari Comunali attestano non essere mai stati concessi dall’Amministrazione Comunale. Poi, per sostenere l’accusa, tra questi documenti è apparso un ordine di servizio, datato 12 aprile 2011, ma firmato da un Segretario Comunale morto otto mesi prima. Adesso spuntano gli sms dell’ex parroco don Giancarlo Dessì (già al centro delle cronache per l’accusa di appartenenza alla massoneria e citato nelle accuse infondate contro don Luca Pretta) all’ex Presidente ANCI e sindaco di Villamar Piersandro Scano. Una vicenda che si fa sempre più dai tratti inquietanti.

A raccontarla è lo stesso Oppus in un esposto, dettagliato, presentato alla Procura della Repubblica. A quanto emerge don Dessi, all’inizio della nuova legislatura comunale di Mandas, inviava messaggi telefonici all’allora presidente dell’ANCI Sardegna Scano, ente presso il quale Umberto Oppus presta la propria attività lavorativa, come Direttore Generale. A quanto emerso lo stesso Oppus ha denunciato che “La sera di mercoledì 30 marzo 2016, sono stato contattato telefonicamente dal Presidente ANCI Sardegna Pier Sandro Scano che, tra le altre cose, mi chiedeva di vederci con una certa urgenza nella mattinata del giorno successivo 31 marzo. Il giorno 31 marzo 2016, verso le ore 9.00, in assoluta e totale riservatezza, nel corso di un incontro nel suo ufficio, il Presidente ANCI Piersandro Scano mi informava che nella giornata del 30 marzo, per diverse volte lo aveva contattato telefonicamente, tramite utenza cellulare, il parroco di Mandas don Giancarlo Dessì a cui lo Scano non ha volutamente risposto ad alcuna telefonata. In assenza di risposte alle telefonate il sacerdote, sempre don Giancarlo Dessì, inviava un messaggio in cui “Lo informava di stare attento al direttore dell’ANCI Umberto Oppus che durante l’orario di lavoro inviava a Lui messaggi minatori del tipo -stai attento che so che vai etc…..”. Messaggio questo che il Dessi allegava al suo messaggio del 30 marzo e che risulta inviato da un preciso numero telefonico spedito il giorno 10 marzo 2016, alle ore 12.30”.

“E’ evidente quindi che il messaggio inviato dal sacerdote al Presidente ANCI Pier Sandro Scano non solo riportava l’affermazione non veritiera dell’invio da parte degli uffici ANCI, ma il Dessì lo attribuiva all’Oppus. Sul punto è curioso notare che il sacerdote, dall’altare, il giorno 25 luglio 2016, come riportato da vari organi di stampa diceva a tutti i fedeli presenti che andava via da Mandas, perché trasferito, anche a causa di minacce inviate a Lui e al Vescovo e che la fonte era stata individuata. Lo stesso sindaco Marco Pisano aveva preso carta e penna per scrivere in Procura schierandosi a favore del parroco e affermando che il call center era stato individuato. Aggiungendo così nuovi interrogativi. Se è stato individuato come mai a tutt’oggi non è stata presentata formale denuncia dal sacerdote o dallo stesso Vescovo??? Una vicenda tutta da chiarire”.

Tags: mandasoppus
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