La preoccupazione per il focolaio di Hantavirus sulla nave da crociera Mv Hondius è sempre più crescente, ma virologi ed esperti non sono allarmisti. Allo stesso tempo, sembrerebbe già cominciato lo studio del vaccino. A confermarlo è anche Jay Hooper, virologo dell’Us Army Medical Research Institute of Infectious Diseases di Frederick, nel Maryland, che a ‘Nature’ spiegacome “i dati di Fase I del vaccino sono promettenti ma ci sono diversi ostacoli per arrivare a produrlo”.
E sul perché questo virus è tornato attivo, il virologo americano spiega che “alcuni hanno ipotizzato, e io stesso lo penso, che il cambiamento climatico potrebbe alterare le popolazioni di roditori e aumentare il numero di persone che vivono o entrano in aree in cui questi roditori sono presenti.”
“Poiché questi virus sono trasmessi dai roditori e rappresentano un rischio per le truppe sul campo, l’esercito punta da tempo ad avere un vaccino. Io lavoro presso l’Istituto di Ricerca Medica per le Malattie Infettive dell’Esercito degli Stati Uniti, che si occupa di vaccini contro l’hantavirus dagli anni ’80 circa. Sono entrato a far parte del team negli anni ’90. In quel periodo, comparvero nuovi hantavirus responsabili della sindrome polmonare da hantavirus (Hps): il virus ‘Sin Nombre'” quello responsabile della morte della moglie dell’attore di Gene Hackman, poi deceduto anche lui “nella regione dei Four Corners negli Stati Uniti e il virus Andes in Sud America. Il laboratorio iniziò a sviluppare vaccini per queste specie”.
Ma per il vaccino ci sono difficoltà oggettive: “Poiché i casi umani di infezione da virus Andes sono rari e geograficamente dispersi, non esiste una regione specifica in cui condurre un classico studio di Fase III sull’efficacia del vaccino; pertanto, per soddisfare i requisiti di autorizzazione all’immissione in commercio, sono necessari approcci più innovativi. Da qui l’enfasi sugli anticorpi neutralizzanti come indicatore di protezione”. A queste problematiche si aggiungono quelle legate agli ingenti finanziamenti richiesti per ricerche di questo tipo. Ad ogni modo, come confermato anche presidente di Farmindustria Marcello Cattani non ci sono motivi per pensare che l’Hantavirus possa seguire lo stesso percorso pandemico del covid.













