Nei giorni scorsi sono emersi nuovi importanti per quanto riguarda il caso Garlasco ed Andrea Sempio, indagato dallo scorso anno e interrogato in Procura Mercoledì 6 maggio. Secondo gli inquirenti, Chiara Poggi potrebbe essere stata uccisa per un rifiuto ad un approccio sessuale. E se sia Sempio che i suoi legali hanno smentito questa ipotesi categoricamente, anche la famiglia Poggi non è d’accordo.
Chiara la posizione del legale Gian Luigi Tizzoni: “Dalla lettura delle consulenze non emergono realmente elementi che possano sconfessare la sentenza passata in giudicato a carico di Stasi, proprio non vedo spazio per una revisione, né dalla consulenza medico-legale della dottoressa Cattaneo, né dalla consulenza di Dal Checco dal punto di vista informatico, ne’ dalle consulenze del Ris per quanto riguarda la BPA”.
Tizzoni si sofferma anche sull’impronta 33: “L’unico tema che rimane e a me dispiace che rimanga veramente da esplorare è l’impronta 33.Avevo chiesto all’epoca di sottoporla in un incidente probatorio e di farla verificare da un perito terzo. In quel momento era già in essere la perizia dattiloscopia, sarebbe stato economico in termini di tempo e di costi. Il nostro dattiloscopista e, leggo negli atti, anche altri, hanno forti perplessità che l’impronta 33 abbia il numero di minuzie per essere attribuita non a Sempio ma a chicchessia”.
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