Emergono nuovi dettagli circa l’interrogatorio ad Andrea Sempio che si è svolto lo scorso 6 maggio in Procura a Pavia. Come riferito da diverse testate come Repubblica, La Stampa e Corriere della Sera, durante le ore ci interrogatorio/ durante il quale Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere- tra i vari elementi che gli inquirenti gli hanno descritto, “individuavano il sacco della spazzatura gettato dall’indagato e divenuto sospetto proprio poiché gettato in un luogo lontano da casa sua. Il recupero della spazzatura permetteva di rinvenire al suo interno un foglio a quadretti manoscritto su entrambi i lati.
Su un lato erano riportati degli appunti relativi alle modalità di approccio da utilizzare con le donne. Dall’altro lato, al netto di alcune parole poco comprensibili, degli appunti che si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi”. Il sacco in questione sarebbe stato gettato da Sempio il 26 febbraio 2025 ad un’isola ecologica lontano da casa e al suo interno è stato ritrovato un bigliettino con alcune parole ed espressioni senza filo logico logico fra loro che chi indaga intende contestualizzare.
Nel foglietto si legge “da cucina a sala”, “cane”; “colpi da…”, “campanello”, “finestra da fuori” e poi “tv che ripete assassino”.
Inoltre, “a fronte del rifiuto di Chiara di vederlo – si legge nella nota della Procura-. Sempio si è recato direttamente a casa della vittima che lo ha fatto entrare in casa, senza preoccuparsi del fatto di essere in pigiama né tantomeno di possibili rischi. A questo punto tutti gli elementi raccolti convergono su un unico innesco”.
“È in quella deriva improvvisa”, spiega la Procura, “che l’aggressione diventa cieca, sproporzionata, un annientamento furioso concentrato sul volto e sulla testa, come se l’intento fosse cancellare ogni traccia della persona che si era opposta”.
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