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Home campidano

Un forno solare “tutto sardo” in aiuto delle popolazioni dell’Africa

di Jacopo Norfo
25 Giugno 2017
in campidano, sardegna

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Vorrei portare a vostra conoscenza, in questo momento di forte drammaticità in cui l’Europa, l’Italia ed anche la Sardegna stanno vivendo, per il vasto flusso migratorio delle popolazioni provenienti dall’Africa, una esperienza, non è la sola, ma è l’ultima in ordine di tempo, che la  piccola Organizzazione Non Governativa, l’Associazione Piccoli progetti Possibili Onlus di Guspini, sta da tempo portando avanti, nel tentativo di  dare una risposta possibile al problema; sempre più convinti che  per aiutare le popolazioni migranti ci sia bisogno di intervenire nei luoghi di nascita e di vita.  Se ogni comunità adottasse una regione o un villaggio, dei luoghi ad alto rischio, con piccoli progetti possibili, l’integrazione fra i popoli sarebbe possibile, perché sorretta da atti concreti di cooperazione paritaria. Con quest’ultima esperienza la piccola ONG regionale è venuta in soccorso di uno dei bisogni primari ed emergenti individuati dalla CEI, che ha finanziato il progetto, con il trasferimento di now how sardo ed in particolare utilizzando il Forno Solare realizzato in Sardegna,  con materiali ecologi dall’azienda di Marinella Caria & C. snc, con sede in Guspini.

La Conferenza Episcopale Italiana, tramite il Comitato Interventi Caritativi a Favore del Terzo Mondo, ha individuato nella Diocesi di Yagoua in Camerun, una situazione  particolarmente precaria con gli indicatori della salute tra i peggiori del paese: 103 neonati muoiono prima del loro primo compleanno e 203 prima del loro quinto. Il 25% dei bambini sotto i 5 anni sono malnutriti ( acuti o cronici).

Nonostante ci siano diverse strutture nel Camerun, a supporto della sanità, la situazione sanitaria non è comunque delle migliori in quanto non vi è una copertura sanitaria su tutto il territorio. 

Uno dei problemi più diffusi in Camerun, ma anche nell’Africa in generale, è quello della sanità legata alla scarsa igiene presente nel Paese. Al giorno d’oggi, nel territorio, possiamo contare la presenza di ben 20 malattie infettive tradizionali e altrettante nuove ne sono comparse: HIV, Ebola e la febbre di Lassa. Tali malattie infettive (in diversi casi sono infezioni potenzialmente prevenibili), la mancanza di acqua potabile, di servizi sanitari insufficienti e una scarsa igiene continuano a rappresentare un grave problema per la salute della popolazione e sono le cause di milioni di morti evitabili ogni anno.Molto spesso la scarsa igiene è dovuta al fatto che non sono presenti gabinetti, ma anche le stoviglie utilizzate per mangiare e cucinare se non igienizzate possono essere portatrici di microbi. Ancora più grave è, però, la sbagliata o mancata sterilizzazione degli strumenti usati nelle piccole infermerie e centri di salute distribuiti nei villaggi. Come ben possiamo immaginare, entrare a contatto con strumenti sanitari non igienizzati è un pericolo non solo per coloro che lavorano in questi centri di medicazione, bensì anche per tutti quei pazienti che ne entrano a contatto, infatti è maggiore il tasso di contagio di malattie o infezioni. Vi è un altro problema connesso a questo, ossia che per igienizzare nella maniera adatta tutti gli strumenti mancano le risorse principali per farlo. Infatti, pochi centri sono dotati di una macchina per sterilizzazioni, soprattutto perché questi macchinari costano parecchio denaro e dovrebbero essere importati. Partendo dal concetto di salute sappiamo che il benessere fisico è un diritto fondamentale dell’uomo previsto dalla ‘Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo’ e che, quindi, va tutelato. Questo concetto è stato il principio cardine  della ONG 3P di Guspini. A tal proposito si è introdotto un metodo alternativo di igienizzare e sterilizzare grazie al forno “Forno Solare” sardo.Tale “SolaRex EcoSirio 48” (marchio depositato) che tecnicamente è una camera di alta temperatura (70° cottura – fino a 160°) ha una duplice funzione: cucinare o/e sterilizzare. Attraverso questo progetto  si è voluto promuovere la diffusione e l’insegnamento della realizzazione trasferendo il now how per la fabbricazione, di queste camere di cottura/sterilizzazione per l’uso di un apparecchio TermoSolare 100% autosufficiente energeticamente, per sopperire alla mancanza di macchine di sterilizzazione e igienizzazione classiche. Con questo Piccolo Progetto Possibile di risparmio energetico ed eco-sostenibile, per esempio si eviterà  il disboscamento a fini di produrre carbone (cottura primitiva) per le popolazioni in aree sottosviluppate del mondo. Gli obiettivi raggiunti sono stati quello di creare piccole infermerie, centri di salute distribuiti nei villaggi e centri sanitari dove i  bambini, giovani, adulti  entrano in contatto con gli strumenti che necessitano di essere sterilizzati. Le attività realizzate sono  quattro: Organizzazione e messa in essere della struttura di gestione del progetto; Programma di diffusione e insegnamento della realizzazione dei Forni solari; Costruzione forni e formazione personale preposto; Distribuzione di brochure divulgative presso i villaggi – Divulgazione in Italia delle attività. Queste piccole pratiche non solo hanno portato miglioramenti sotto il punto di vista dell’igiene, ma hanno consentito anche un rialzo economico dato dalla possibilità di essere formati sulle norme teoriche e pratiche della sterilizzazione e anche sulla costruzione dei forni utilizzati, senza necessariamente importare queste strutture dall’Italia. Infatti i costi per la realizzazione dei forni sono minimi in quanto è completamente realizzato con prodotti naturali.

Tarcisio Agus

Tags: camerunforno solareSardegna
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