Tenta di uccidere i genitori a martellate: arrestato 33enne
Un ragazzo di 33 anni ha aggredito a martellate i genitori di 73, forse a seguito di una discussione. Il giovane li ha colpito alla testa, in viso e alle braccia.
Un ragazzo di 33 anni ha aggredito a martellate i genitori di 73, forse a seguito di una discussione. Il giovane li ha colpito alla testa, in viso e alle braccia.
A provocare la prima esplosione potrebbe essere stata un’autocisterna che ha colpito un tubo.
Stando ad una prima ricostruzione, i due bimbo stavano giocando in giardino quando l’animale ha scavalcato la recinzione aggredendoli.
Il giovane, sperando nella comprensione dei vigili, ha lasciato un bigliettino sull’auto:” Vi prego ho la Maturità, ho girato 20 minuti”.
Il tradito ha aspettato in strada il rivale, un uomo di 39 anni, e lo ha poi aggredito con un martello in testa dopo vari spintoni e parole non del tutto gentili.
L’uomo, con passaporto americano (come la madre della piccola) sarebbe stato rintracciato grazie alla mappatura delle celle telefoniche.
Da quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, il medico ha precedenti per lesioni riguardo ad interventi avvenuti nel 2006 e nel 2018
La squadra mobile e la polizia scientifica stanno effettuando in queste ore un nuovo sopralluogo per raccogliere ulteriori elementi.
L’ipotesi principale è che possano essere mamma e figlia ma sarebbero morte in momenti diversi, dato lo stato di decomposizione della donna.
Qualche ora dopo, gli investigatori hanno individuato un secondo corpo, quello di una donna, nascosto in un sacco nero.
A notare il corpicino un gruppo di passanti che hanno subito avvertito le forze dell’ordine.
Uno di loro, di origine sarda, è in gravi condizioni, ricoverato in coma farmacologicoal Policlinico Umberto I di Roma.
“Celebrare l'Italia oggi significa onorare chi ha dato la vita per difenderla, e chi ogni giorno la serve con coraggio, dedizione e silenzioso orgoglio.”
Il barista le ha offerto dell’ acqua e le ha proposto di andare nel seminterrato per riposare qualche minuto in privacy. Lì, però, si è consumata la violenza.
Il 18enne ha confessato e fatto ritrovare l’arma del delitto, un coltello a serramanico con una lama lunga 16 cm. Nello stesso luogo, aveva anche nascosto il casco e i vestiti sporchi di sangue con cui aveva compiuto la rapina.
Il giovane, da 4 anni in Italia dove era stato raggiunto dalla moglie e le figlie, ha cercato di difendersi e ma è stato colpito a coltellate.
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