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Paolo Casti, il sogno realizzato di riuscire a conoscere l’ultimo Conte di Serramanna

di Redazione Cagliari Online
22 Luglio 2018
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Paolo Casti, il sogno realizzato di riuscire a conoscere l’ultimo Conte di Serramanna

di Valeria Putzolu

La costante curiosità nel ricercare il perché delle cose è la caratteristica che contraddistingue Paolo Casti, 45 anni di Serramanna, residente a Domusnovas con la moglie Claudia e i loro figli Elia e Gaia, impiegato, con la grande passione sin da piccolo per la lettura. Era il 13 aprile del 1985 quando per il suo 13° compleanno il padre gli regalò il libro “Sardegna nostra” di Giuseppe Struglia, rimanendo affascinato da ciò che leggeva sulla storia della Sardegna, dei nuraghi, dei conquistatori spagnoli. Alcune righe di questo scritto parlano di Serramanna, della chiesa di San Leonardo, delle sue attività principali. Non gli passò quindi inosservato, qualche anno dopo, il gonfalone appena adottato dal Comune di Serramanna dove viene raffigurato lo stemma della famiglia Brondo e del primo Conte del paese. Per Paolo Casti fu spontaneo chiedersi “e l’ultimo Conte chi è stato?”.

Ed ecco la sorpresa. Dopo anni di ricerche minuziose non semplici e di studi approfonditi, l’ultimo Conte che detiene questo titolo nobiliare è tutt’ora in vita e vive a Madrid ed è il XIV Conte di Serramanna. Ripercorrendo la storia del paese dall’anno 1000, quando il centro odierno del Medio Campidano era suddiviso in molte ville, nel corso dei secoli Serramanna, diventato feudo di prestigio, venne venduto dal fisco per 100.000 Aragonesi il 24 settembre del 1594 a Giovanni Gerolamo Brondo, cavaliere ereditario e primo Signore Feudale di Villacidro e Serramanna. Da allora, la dinastia Brondo ereditò costantemente il feudo serramannese per poi essere conquistato dalla famiglia Crespí Valldaura sino all’abolizione dei feudi nella prima metà del 1800. Nei registri spagnoli il titolo di”Conde de Serramagna” continua a essere ereditato, come dimostrano i numerosi documenti rinvenuti, sino ad arrivare ai giorni nostri e concludere che Luis Crespí Valldaura Y Cardenal  è l’attuale Conte di Serramanna. Ma, nonostante i ripetuti e incessanti tentativi di contattarlo, Paolo Casti non riesce nel suo intento. Gli anni scorrono, le ricerche continuano imperterrite e le sorprese non mancano. Viene così messo in luce che il “Monumento ai caduti”, inaugurato nel 1922 in piazza Martiri, una colonna dorica di calcare dolomitico di Gonnesa, è opera del grandissimo scultore Giuseppe Maria Sartorio. Ma non solo. Documenti storici di inestimabile valore, foto uniche, particolari passati pressoché inosservati, vengono raccolti e racconti da Paolo Casti in quattro volumi denominati “Serramanna insolita”. Si può così accedere agli atti ufficiali di una sentenza di morte del 23 novembre 1771, per nulla rara a Serramanna, centro nominato e conosciuto per avere una giustizia severa e terribile in seguito all’impiccagione di ben trentacinque condannati in una volta sola. Casti riesce anche a  ricostruire la storia dell’unico deportato serramannese, Antonio Ledda, classe 1874, che finì nei guai con la giustizia per un atto sconsiderato e conseguentemente fu arrestato e condannato. Per una serie di coincidenze sfortunate, Ledda partì dalla stazione ferroviaria di Sulmona l’8 ottobre 1943. Destinazione il Konzentrationslager Dachau dove arrivò dopo 6 giorni e 5 notti di viaggio, senza acqua e senza viveri, il 13 ottobre 1943. Ledda è accertato che morì il 22 marzo 1944 a 70 anni appena compiuti. Sono molteplici i documenti rari e le testimonianze raccolte da Casti nel corso degli anni che parallelamente ha sempre continuato la sua ricerca riguardo l’ultimo Conte di Serramanna, sino a quando, un messaggio inaspettato riaccende le speranze ormai quasi perse.

Tramite un social Paolo Casti riesce a rintracciare il fratello di Luis Crespí Valldaura e, in un secondo momento, a corrispondere proprio con il Conte. Nel corso degli anni successivi, il sogno di poterlo un giorno conoscere di persona si concretizza in occasione del quattrocentesimo anniversario della contea di Serramanna, celebratosi qualche mese fa. Paolo Casti riesce a incontrare Luis Crespí Valldaura. “Dopo un mesetto da quando gli ho mandato la mail per invitarlo all’evento” racconta Casti “mi ha risposto e mi ha detto che sarebbe venuto molto volentieri. Addirittura ha annullato degli impegni che aveva già preso in precedenza, poiché aveva immenso piacere di venire a Serramanna e di conoscermi, in quanto lo avevo incuriosito con le mie ricerche. Tra l’altro mi ha raccontato che, quando conobbe la moglie, lui le disse di essere il Conte di Serramanna e la sua attuale consorte chiese cosa fosse questa Serramanna. Il Conte mi disse  che fino ad allora non si era mai interessato di questo suo titolo nobiliare ereditato dal padre e quindi, già da un po’ di tempo, era curioso di sapere le sue origini ma soprattutto da  quando, finita la mia ricerca, gliela inviai. Il Conte ha anche assunto un esperto di genealogia  che ha approfondito le ricerche e che mi ha fatto molto piacere sapere che combaciano alla perfezione con le mie”. Luis Crespí De Valldaura Y Cardenal, nato a Barcellona nel 1964 e XIV Conte di Serramanna dal 1983, nella vita è un esperto di libri antichi. Possiede una biblioteca di famiglia molto fornita che raccoglie tutta la documentazione che riguarda i possedimenti che i suoi avi hanno posseduto in Sardegna. Un suo zio è il marchese di Palmas “e abbiamo scoperto che Palmas è la zona del Sulcis e gli ha raccomandato di visitare questi luoghi”.

Un uomo di immensa cultura, quindi, appassionato di lettura. L’accoglienza che il paese ha riservato al Conte è stata in grande stile. Tre giornate dedicate alla storia e alla cultura di Serramanna che hanno raggiunto il culmine con la conferenza “La Sardegna e Serramanna dal 1600 a oggi” presieduta dal docente Giuseppe Marras e dall’esperto di storia locale Paolo Casti. Grato per questa esperienza, il Conte ha donato alla comunità serramannese dei documenti  antichi originali riguardanti il paese. Ma il momento, forse, più significativo di questa esperienza unica in Italia è stata la visita presso i simboli che ancora oggi sono presenti a Cagliari della famiglia Brondo. “Ho portato il Conte e la moglie a visitare il quartiere di Castello, le chiese della Purissima e di Santa Lucia dove sono stati sepolti cinque componenti della famiglia Brondo, la Cattedrale che hanno apprezzato tantissimo e infine ho avuto piacere di far vedere il portone del palazzo Brondo situato all’inizio di via La Marmora dove c’è lo stemma della famiglia e l’iscrizione in latino del primo Conte di Serramanna”. Una foto immortala questo suggestivo momento, il più importante per Paolo Casti, dopo tanti anni di studio e ricerche, dove sono presenti lo stemma del primo Conte di Serramanna, che ha ispirato lo studioso a iniziare le ricerche, Paolo Casti e il Conte di Serramanna Luis Crespí De Valldaura.

Tags: conteserramanna
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